Danno via il cane mentre lui è in missione, ma il web lo aiuta a ritrovarlo dopo otto mesi

Durante una missione di otto mesi, Paulo scopre che il suo cane è stato dato via. Ma la rete riesce a riportarglielo indietro.

Il ritorno e la scoperta che spezza il cuore

Dopo otto mesi di servizio a bordo della portaerei USS Harry S. Truman, il marinaio Paulo Silva era pronto a riabbracciare il suo adorato Archie, un Golden Retriever di cinque anni. Ma il primo giugno, al suo rientro a casa, la realtà lo ha travolto con una notizia inaspettata: il cane che aveva affidato a un familiare era stato dato via. “Un membro della famiglia, di cui mi fidavo profondamente, ha deciso di cedere Archie senza avvisarmi”, ha raccontato Silva. Per mesi, gli erano state fornite risposte vaghe: “Mi dicevano che stava bene, che aveva alti e bassi. In realtà era già stato allontanato”.

Un appello disperato e il potere dei social

Quando ha cercato di rintracciare il suo cane, Silva ha trovato un muro. Nessuno voleva dirgli dove fosse Archie, né chi lo avesse preso. Così ha deciso di affidarsi alla rete: il suo post su Facebook, in cui descriveva il legame profondo con l’animale, ha commosso centinaia di persone. “Archie non è solo un cane – ha scritto –. È parte della mia anima, mi ha aiutato nei momenti più bui della mia vita”. In poche ore, l’ondata di solidarietà ha fatto il giro del web e, incredibilmente, ha funzionato: Archie è stato ritrovato e riportato sano e salvo dal suo papà umano.

Il lieto fine e il gesto di gratitudine

Il 4 giugno, Silva ha annunciato il ritrovamento: “Archie è tornato a casa, sano e salvo. Ringrazio dal profondo del cuore la famiglia che si è presa cura di lui”. Come segno di riconoscenza, Silva ha messo quella stessa famiglia in contatto con un allevatore specializzato in Golden Retriever da supporto emotivo. Quest’ultimo ha donato un cucciolo, con l’augurio che possa portare gioia a chi ha dimostrato così tanta cura. Ma non tutto è stato semplice: alcuni utenti avevano iniziato a rivolgere minacce verso chi aveva preso il cane. Per questo, Silva ha lanciato un appello: “Chiedo rispetto. Questa famiglia non ha colpe e mi ha aiutato più di quanto avrei potuto sperare. È tempo di chiudere il capitolo con gentilezza”.

claudia de napoli

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