I Cani e il loro mondo

Mercato San Severino saluta Coco, il cane che per dieci anni è rimasto nell’ospedale dopo la morte del proprietario

Coco, il cane simbolo dell’ospedale di Mercato San Severino, è morto a 13 anni dopo una lunga storia di fedeltà.

Per dieci anni Coco è rimasto lì, tra gli spazi dell’ospedale di Mercato San Severino, come se quel luogo custodisse ancora qualcosa che non voleva lasciare andare. Era arrivato dopo la morte del suo proprietario e da allora non si era più allontanato davvero dal presidio sanitario Gaetano Fucito.

Non era un cane di passaggio. Con il tempo era diventato una presenza riconosciuta da medici, infermieri e personale dell’ospedale. Lo vedevano ogni giorno, spesso negli stessi punti, con quell’andatura discreta di chi conosce bene un posto e sembra averne fatto la propria casa.

Coco, il cane dell’ospedale di Mercato San Severino

La sua storia era cominciata con un’assenza. Dopo la scomparsa del proprietario, avvenuta circa dieci anni fa, Coco aveva scelto di restare nell’ospedale. Non si era lasciato portare lontano da quel luogo, né aveva smesso di tornare nei corridoi dove aveva trascorso l’ultimo tratto accanto al suo umano.

Per molti, quella presenza silenziosa era diventata parte della quotidianità del Gaetano Fucito. Il personale sanitario si prendeva cura di lui, offrendogli attenzioni e affetto. Coco ricambiava con una fedeltà quieta, fatta di abitudini, soste e ritorni sempre uguali.

Spesso veniva visto davanti a una porta chiusa, quella dietro cui aveva salutato per l’ultima volta il suo proprietario. Un gesto ripetuto negli anni, che aveva reso ancora più forte il significato della sua permanenza in ospedale.

Una presenza familiare per medici e infermieri

Con il passare del tempo Coco non era più soltanto il cane rimasto dopo una perdita. Era diventato un simbolo riconoscibile per chi lavorava e passava dall’ospedale di Mercato San Severino. La sua presenza raccontava senza parole un legame rimasto intatto, nonostante gli anni e l’assenza.

Aveva 13 anni e gran parte della sua vita l’aveva trascorsa proprio lì, nel presidio sanitario che per lui era diventato casa. Dieci anni vissuti tra corridoi, ingressi e spazi familiari, accanto a persone che avevano imparato a conoscerlo e a volergli bene.

La sua morte lascia un vuoto in chi ogni giorno era abituato a incontrarlo. Non solo per l’affetto verso un animale, ma per ciò che Coco rappresentava: una forma di fedeltà semplice, ostinata, rimasta legata a un luogo e a una persona anche dopo l’ultimo saluto.

A Mercato San Severino, il ricordo di Coco resterà legato all’ospedale Gaetano Fucito e a quella storia silenziosa che per anni ha accompagnato la vita del presidio.

Lorenzo Costantino

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