Trovata in un terreno abbandonato con una grave lesione alla colonna vertebrale, Sakura protegge i suoi sei cuccioli appena nati e, contro ogni previsione clinica, torna a camminare.
Il ritrovamento e l’istinto materno nonostante la paralisi
Sakura viene trovata in un terreno abbandonato, paralizzata dalla vita in giù. La spina dorsale è fratturata, probabilmente a causa di un trauma violento, come un calcio o l’investimento da parte di un veicolo. Nonostante le condizioni gravissime, la cagnolina si trascina nel fango per raggiungere i suoi sei cuccioli appena nati. Ogni movimento le provoca dolore intenso, ma l’istinto materno prevale. Li lecca, li riscalda con il corpo e li spinge verso le mammelle per permettere loro di nutrirsi. Al momento dell’arrivo dei soccorritori, Sakura manifesta un ringhio debole, non per aggressività ma per timore che le vengano sottratti i piccoli. Solo quando percepisce un intervento non minaccioso, si lascia soccorrere.
La diagnosi e un percorso riabilitativo complesso
Trasportata in clinica insieme ai cuccioli, Sakura viene sottoposta a esami approfonditi. La diagnosi iniziale è netta: paralisi permanente degli arti posteriori. Secondo i veterinari, non avrebbe mai più camminato. Nonostante il quadro clinico sfavorevole, viene avviato un lungo percorso di riabilitazione. La cagnolina affronta mesi di fisioterapia e idroterapia, con esercizi quotidiani mirati al recupero della funzionalità motoria. Anche in assenza di sensibilità alle zampe posteriori, viene mantenuta in posizione eretta e sottoposta a stimolazioni muscolari costanti. Il lavoro è lento e faticoso, ma continuo.
Il recupero inatteso e una nuova vita
Con il passare del tempo, iniziano a manifestarsi segnali incoraggianti. Prima un lieve tremore, poi un movimento controllato, infine i primi passi. Oggi Sakura riesce a camminare autonomamente, seppur con una leggera difficoltà a una zampa posteriore. Il recupero non è totale, ma sufficiente a garantirle una buona qualità di vita. I suoi sei cuccioli, nel frattempo cresciuti e adottati, tornano periodicamente a farle visita. La loro presenza evidenzia il legame rimasto intatto nonostante la separazione. La storia di Sakura rappresenta un caso di recupero funzionale inatteso, reso possibile da cure costanti, tempo e resilienza, e dimostra come, anche in situazioni cliniche considerate irreversibili, l’evoluzione possa sorprendere.
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