Un uomo di 86 anni ricoverato dopo un ictus ha potuto rivedere per l’ultima volta i suoi cani in ospedale, grazie a un’autorizzazione eccezionale della struttura sanitaria.
Il signor Elvio, 86 anni, era ricoverato da tempo in un letto d’ospedale a causa delle gravi complicanze seguite a un ictus che lo aveva colpito nell’ottobre scorso. Le sue condizioni cliniche erano ormai compromesse e il quadro sanitario non lasciava spazio a miglioramenti. In quelle ore difficili, l’uomo ha espresso un ultimo desiderio: poter rivedere i suoi amati cani, Piero e Gilda, compagni di vita quotidiana e presenza costante nella sua esistenza.
La struttura ospedaliera di Imola ha valutato la richiesta con attenzione, verificando la documentazione sanitaria e i certificati veterinari degli animali. Dopo i controlli previsti dalle procedure interne, è stata concessa un’autorizzazione straordinaria che ha permesso l’ingresso dei due cani nel reparto, in deroga alle regole ordinarie.
L’incontro è avvenuto nei giorni precedenti al decesso. Elvio, nonostante le difficoltà nel parlare e nel muoversi, ha potuto accarezzare Piero e Gilda per alcuni minuti. Un momento breve ma carico di significato, vissuto in silenzio e con grande intensità emotiva. A raccontarlo è stata la figlia Maurizia, che ha assistito alla scena.
“Non riusciva a parlare bene ma mi ha sussurrato che era felicissimo”, ha riferito la donna, spiegando come il padre abbia trovato conforto nel rivedere i suoi animali. Poche ore dopo quell’incontro, l’uomo si è spento serenamente nel reparto che lo aveva accolto durante la degenza.
A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso ospedale di Imola, che ha condiviso la storia attraverso un post sui social, accompagnato da una fotografia dell’incontro. Il messaggio ha rapidamente attirato l’attenzione, suscitando numerose reazioni e commenti.
“Il Signor Elvio ieri ci ha lasciato, ma siamo lieti di essere riusciti ad esaudire il suo desiderio di trascorrere qualche minuto con Piero e Gilda, i suoi amati cani, che venerdì scorso sono venuti a salutare il loro padrone in ospedale. Ci sono regole e procedure da rispettare, ma umanizzare l’ospedale è anche questo e crediamo che debba essere fatto”, si legge nel testo pubblicato dalla struttura sanitaria.
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