Dopo aver perso il suo proprietario, Frolla viene affidata a un familiare che, per cause personali, è costretto a rinunciare, fino all’abbandono finale e all’ingresso in canile.
La storia di Frolla inizia con una relazione stabile e affettiva con il suo proprietario, un giovane che si prendeva cura di lei. La situazione cambia improvvisamente con la morte dell’uomo. Dopo il decesso, la cagnolina viene affidata al fratello, che decide di occuparsene. Tuttavia, per ragioni personali e contingenti, l’uomo si trova nell’impossibilità di continuare a tenerla, aprendo una nuova fase di incertezza nella vita dell’animale.
Secondo quanto riferito, Frolla viene successivamente affidata a una persona che aveva assicurato di prendersene cura. La promessa, però, non viene mantenuta. La cagnolina viene lasciata sola in strada, senza punti di riferimento e senza protezione. L’abbandono segna un ulteriore trauma, arrivato dopo una serie di cambiamenti improvvisi che avevano già compromesso il suo equilibrio emotivo.
Dopo una segnalazione, Frolla viene recuperata e trasferita in canile. Fin dal suo ingresso, il suo stato emotivo appare compromesso. La tristezza è chiaramente leggibile nel suo comportamento e nello sguardo, segno di una sofferenza accumulata nel tempo. Una storia che evidenzia come, per alcuni animali, la perdita e l’abbandono non siano eventi isolati, ma una sequenza di rotture difficili da elaborare.
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