I Gatti e il loro mondo

Moka partorisce tra i banchi del mercato: quattro gattini e una rete di cure

La gatta Moka partorisce quattro gattini tra i banchi del mercato. I commercianti li chiamano Basilico, Mango, Pepe e Zenzero e organizzano le future adozioni.

Moka e la nascita dei gattini tra i banchi del mercato
Da anni Moka vive tra i banchi del mercato rionale. È una presenza fissa, riconoscibile, accolta senza clamore. I commercianti la conoscono, i clienti la salutano, qualcuno le lascia sempre qualcosa da mangiare. Quando il suo pancino ha iniziato a crescere, in molti hanno capito che stava per accadere qualcosa. La conferma è arrivata ieri mattina, vicino al banco delle verdure. Moka era rannicchiata dentro una scatola di cartone, sistemata con attenzione, e accanto a lei c’erano quattro gattini appena nati. Piccoli, ancora umidi, stretti al corpo della madre. Nessun segno di paura, solo la calma istintiva di chi ha trovato un posto sicuro per partorire. La scena non è passata inosservata e in poco tempo ha attirato l’attenzione di chi lavora quotidianamente tra quei banchi.

I nomi scelti e l’accordo tra i commercianti
La particolarità non si è fermata alla nascita. I gattini avevano già dei nomi. Sono stati scelti dai commercianti stessi, quasi naturalmente, tra una cassetta di verdura e l’altra. Basilico, Mango, Pepe e Zenzero. Nomi semplici, legati ai profumi e ai colori del mercato. “Li abbiamo chiamati così perché sono nati qui, fanno già parte di noi”, ha raccontato Anna, una delle venditrici. Nei racconti emersi durante la giornata, è apparso chiaro che non si trattava solo di una scelta affettuosa. I commercianti si sono messi d’accordo per decidere, quando sarà il momento, chi adotterà ogni micino. Nessuna decisione affrettata, ma un’intesa condivisa. Ognuno si è assunto una piccola responsabilità, assicurando presenza, attenzioni e continuità.

Una rete spontanea intorno a Moka
Da quel momento, anche la quotidianità di Moka è cambiata. Ha una copertina pulita, cibo garantito ogni giorno e una costante attenzione. Qualcuno controlla che i gattini stiano bene, altri si occupano di mantenere l’area tranquilla. Non c’è organizzazione formale, né annunci. Solo gesti concreti. La gatta resta tra i banchi, osserva, allatta, si fida. In Puglia, storie come questa nascono spesso lontano dai riflettori, ma raccontano dinamiche precise. La convivenza quotidiana ha creato un equilibrio fatto di rispetto e responsabilità condivisa. Moka non è stata spostata, né allontanata. È rimasta dove si sentiva al sicuro. I suoi gattini cresceranno sapendo di avere già un futuro definito. Una situazione semplice, costruita giorno dopo giorno, che mostra come basti poco per garantire protezione e continuità a chi non può chiederle con le parole.

Lorenzo Costantino

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