La storia di Bruno e Leo racconta un’adozione cani anziani in Puglia, dopo mesi in rifugio, cambiando la vita di un uomo rimasto solo.
Dopo quarantadue anni di matrimonio, la perdita della moglie aveva trasformato la casa di Antonio in uno spazio silenzioso e immobile. La donna era scomparsa nel mese di marzo, lasciando una quotidianità improvvisamente priva di abitudini condivise. Nonostante i tentativi della figlia di convincerlo a cercare nuove distrazioni, l’uomo continuava a sostenere di stare bene.
Una domenica mattina, senza una destinazione precisa, Antonio ha deciso di entrare in un rifugio per animali della Puglia. L’idea era quella di trascorrere qualche minuto in un ambiente diverso dalla propria abitazione. Durante la visita, un volontario lo ha accompagnato nell’area riservata ai cani più anziani.
“Sono qui da quasi un anno. Nessuno li vuole. Ormai non chiediamo nemmeno più nulla per loro”, ha spiegato il volontario mentre indicava due box vicini.
All’interno si trovavano Bruno e Leo, due Rottweiler anziani, fratelli dalla nascita. Il primo presentava il muso ingrigito e difficoltà nei movimenti a causa delle articolazioni rigide. Il secondo, con un occhio scuro e uno chiarissimo, aveva perso completamente l’udito.
I due cani erano arrivati al rifugio dopo che la persona che li accudiva non aveva più potuto occuparsi di loro. Da allora avevano trascorso quasi un anno nello stesso spazio, condividendo ogni momento.
Durante la visita, Antonio ha osservato il comportamento dei due animali. Bruno si è sdraiato lentamente sul pavimento del box, mostrando evidenti difficoltà nei movimenti. Subito dopo, Leo si è avvicinato e ha appoggiato la testa sulla spalla del fratello.
“Perché nessuno li prende?”, ha chiesto l’uomo al volontario.
“Sono vecchi. Sono grandi. Devono essere adottati insieme. Tutti vogliono i cuccioli”, è stata la risposta ricevuta.
La scena ha colpito profondamente Antonio, che ha continuato a osservare i due cani mentre rimanevano accostati, mantenendo un contatto costante. “Quanto costano?”, ha domandato l’uomo.
“Non c’è nessun costo… davvero, nessuno li vuole”, ha spiegato il volontario.
“Io sì”, ha risposto Antonio.
“Tutti e due?”
“Davvero pensa che separerei due fratelli che hanno già perso tutto?”, ha dichiarato l’uomo, confermando la decisione di adottare entrambi i cani.
Le procedure di affido sono state completate nello stesso giorno, consentendo ai due Rottweiler di lasciare il rifugio insieme.
A distanza di quattro mesi dall’adozione, la routine domestica di Antonio è cambiata radicalmente. Bruno ha scelto spontaneamente di dormire sul lato del letto precedentemente occupato dalla moglie dell’uomo, mentre Leo si è sistemato dalla parte opposta.
La presenza dei due cani ha modificato il ritmo della giornata, introducendo passeggiate lente, momenti dedicati alla cura degli animali e attività quotidiane condivise. L’uomo ha adattato la casa alle esigenze dei Rottweiler, predisponendo spazi confortevoli e monitorando regolarmente la loro salute.
“Ora Bruno dorme dal lato del letto che era di mia moglie. Leo dorme dal mio. La casa non è più silenziosa. È piena di respiri profondi, di passi lenti sul pavimento, e di due facce grigie che mi aspettano ogni volta che rientro”, ha raccontato Antonio.
Secondo quanto riferito, il legame tra i due cani è rimasto invariato, mantenendo comportamenti di protezione reciproca e condividendo ogni fase della giornata. L’uomo ha spiegato di aver trovato nei due animali una nuova dimensione affettiva.
“Loro hanno perso la loro persona. Io ho perso la mia. E, in qualche modo, ci siamo salvati a vicenda”, ha dichiarato.
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