Il mondo degli Animali

Una lontra marina salvata in mare aperto durante una battuta di pesca

Una lontra marina trovata sola in mare aperto viene soccorsa da un pescatore e dal suo mozzo. Un intervento istintivo evita una morte certa tra freddo e onde.


Lontra marina individuata tra le onde durante la pesca

Era in mare aperto da ore, in una zona remota al largo di una regione del nord, impegnato nel controllo delle trappole. Alistair, pescatore di granchi da una vita, conosceva bene quel tratto di oceano. Il freddo era intenso, l’acqua scura e pesante, la navigazione lenta. Con lui c’era Finn, giovane mozzo alla sua prima stagione completa. La barca avanzava da circa tre ore quando, sopra il rumore costante del motore e delle onde, arrivò un suono fuori contesto. Un lamento acuto, intermittente, troppo fragile per appartenere al mare.

Alistair fece cenno di spegnere il motore. Il silenzio improvviso lasciò spazio allo sciabordio dell’acqua. Il suono tornò, più chiaro. Con il binocolo scrutò la superficie e individuò un piccolo punto scuro che si muoveva a fatica. Era una lontra marina, un cucciolo, solo. Non c’era traccia della madre. Probabilmente una tempesta recente aveva separato i due.

Il piccolo galleggiava con difficoltà, tremava, emetteva versi sempre più deboli. Alistair conosceva le norme che regolano l’interazione con la fauna selvatica, ma era altrettanto consapevole che, in quelle condizioni, l’animale non avrebbe resistito a lungo.


Il gesto istintivo del pescatore e il recupero a bordo

La barca venne manovrata lentamente per non creare onde. Alistair si sporse con una rete a manico lungo e, con movimenti misurati, riuscì a portare a bordo il cucciolo. Il corpo era rigido per il freddo, il respiro affannoso. Senza esitazioni, il pescatore lo avvolse in un asciugamano asciutto recuperato dalla cabina.

Non c’erano strumenti veterinari a bordo, solo l’esperienza di un uomo abituato a prendersi cura di altri esseri viventi. Alistair ricordò di avere del latte sostitutivo usato occasionalmente per animali randagi al porto. Lo riscaldò con l’acqua della teiera e improvvisò un biberon. Seduto nella cabina, tenne la lontra marina tra le braccia per trasmetterle calore.

Finn, colpito dalla scena, osservava in silenzio. Il pescatore parlava a bassa voce, cercando di calmare l’animale: “Piano, piccolino. Sei al sicuro adesso”. Dopo alcuni minuti, il cucciolo iniziò a nutrirsi, segno che le forze stavano lentamente tornando.


Il contatto con i soccorsi e l’arrivo al centro di recupero

La decisione fu immediata. La giornata di pesca venne interrotta. Alistair contattò via radio la costa spiegando la situazione. Una squadra specializzata nel recupero della fauna marina si organizzò per raggiungere il molo più vicino.

All’arrivo, il cucciolo di lontra marina venne preso in carico dagli operatori e trasferito in un centro di riabilitazione, dove avrebbe ricevuto cure veterinarie specifiche e un percorso di recupero adeguato prima di un eventuale ritorno in mare.

L’intervento tempestivo in mare aperto ha evitato una morte certa. Un episodio che testimonia come l’attenzione e la prontezza possano fare la differenza anche nelle condizioni più estreme.

Lorenzo Costantino

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