Il mondo degli Animali

Sulla montagna ghiacciata, pastorella e cane salvano capra e capretto

Su una montagna del Trentino, una capra partorisce nel gelo. La pastorella Marta e il cane Argo trasportano madre e capretto fino al rifugio.

Il salvataggio sulla montagna nel gelo estremo

È accaduto in una zona montana del Trentino, dove l’inverno aveva già coperto tutto con neve compatta e temperature rigide. Marta, giovane pastorella impegnata nel controllo quotidiano del gregge, si è accorta che una delle capre si era allontanata dal gruppo.

Seguendo le tracce nella neve, la ragazza ha trovato l’animale in difficoltà, nascosto dietro una roccia per ripararsi dal vento. La capra aveva appena partorito e il piccolo, ancora bagnato e incapace di reggersi sulle zampe, rischiava di non sopravvivere al freddo intenso.

“Non potevo lasciarli lì, il gelo li avrebbe uccisi in poco tempo”, ha raccontato Marta.

La distanza dal ricovero era significativa e il terreno, reso scivoloso dal ghiaccio, rendeva ogni movimento più lento e faticoso. Serviva un intervento immediato per evitare l’ipotermia, soprattutto per il capretto appena nato.

Il ruolo del cane e la corsa verso il rifugio

Accanto alla pastorella c’era Argo, il cane da lavoro che da anni la affianca nella gestione degli animali. L’animale ha percepito subito la situazione e si è avvicinato con cautela al piccolo.

Marta ha preso una decisione rapida: ha sollevato la capra adulta caricandola sulle spalle, mentre Argo ha delicatamente afferrato il capretto, trasportandolo tenendolo vicino al corpo per proteggerlo dal vento.

Il percorso di rientro è stato lento e impegnativo. La neve arrivava alle caviglie e le raffiche gelide rendevano difficile mantenere l’equilibrio. La priorità era mantenere il movimento continuo per evitare che gli animali, già debilitati, subissero un abbassamento della temperatura corporea.

“Ogni passo sembrava lunghissimo, ma sapevo che dovevamo arrivare al più presto”, ha spiegato la giovane.

Madre e piccolo al sicuro dopo l’intervento

Una volta raggiunto il ricovero, la capra è stata sistemata su uno strato di paglia asciutta e coperta per favorire il recupero. Il capretto, ancora debole, è stato avvicinato subito alla madre per stimolare il contatto e l’allattamento.

Le prime ore sono state decisive. Dopo il riscaldamento e le cure iniziali, entrambi gli animali hanno mostrato segnali di ripresa. Il piccolo ha iniziato a muoversi e a cercare il latte, mentre la madre ha recuperato le forze necessarie per accudirlo.

La scena del rientro, con la pastorella e il cane impegnati nel trasporto, è stata raccontata da chi lavora nella zona e si occupa dell’allevamento in alta quota, dove nascite e difficoltà legate al clima fanno parte della quotidianità.

Oggi la capra e il suo piccolo restano nel ricovero, sotto osservazione, in attesa di poter tornare gradualmente all’aperto quando le condizioni lo permetteranno.

Lorenzo Costantino

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