Arturo, gatto anziano e rifiutato, viene adottato in Puglia da una donna dopo un divorzio. In otto mesi diventa presenza stabile e sorprendente.
Al rifugio lo avevano presentato con sincerità: dodici anni, diverse particolarità fisiche e un carattere considerato poco adatto a un’adozione veloce. Arturo non era il classico gatto che attira subito l’attenzione.
Il muso leggermente asimmetrico, un orecchio piegato, pochi denti e la lingua che spesso rimaneva fuori gli davano un’espressione insolita. Nei mesi precedenti era stato adottato e poi riportato indietro due volte. La motivazione era sempre la stessa: “troppo strano”.
Quando Anna, 52 anni, è entrata nel rifugio in una località della Puglia, aveva in mente tutt’altro. Cercava un gattino giovane, facile da gestire e senza esigenze particolari. La sua vita stava ripartendo dopo un divorzio e desiderava qualcosa di semplice.
Poi ha notato Arturo, seduto in disparte. Non cercava attenzione, non miagolava, non si avvicinava alle persone. Restava fermo, osservando. “Non sono riuscita ad andarmene senza di lui”, ha raccontato.
Gli operatori del rifugio hanno spiegato che il gatto avrebbe avuto bisogno di controlli veterinari frequenti, cure costanti e attenzioni quotidiane. Anna ha deciso comunque di portarlo a casa.
L’arrivo nella nuova abitazione è stato tranquillo. Arturo ha mostrato fin da subito un comportamento particolare: osservare ogni movimento con attenzione, mantenendo una postura composta e uno sguardo intenso.
Il suo posto preferito è il tiragraffi davanti alla finestra, da cui segue ciò che accade dentro e fuori casa. Quando Anna si siede sul divano, il gatto spesso si posiziona di fronte a lei e resta immobile, come se stesse valutando ogni gesto.
“Ha uno sguardo che sembra un esame continuo”, racconta Anna. Una vicina, vedendolo, ha chiesto se fosse arrabbiato. La risposta è stata immediata: “No, guarda tutti così. È il suo modo di essere”.
Con il passare delle settimane, la particolarità del suo aspetto ha iniziato a diventare un tratto distintivo. Anna ha iniziato a cucire piccoli papillon per lui e a fotografarlo. Amici e parenti hanno iniziato a chiedere notizie di “quel gatto con la faccia buffa”.
Nel corso degli ultimi otto mesi, le condizioni di salute di Arturo sono migliorate. Il veterinario ha confermato che la risposta alle cure è stata migliore del previsto.
La routine si è consolidata. Durante la notte, il gatto dorme sul petto di Anna, facendo fusa intense e regolari. Secondo la donna, questo comportamento si accentua nei momenti in cui avverte maggiore stanchezza o tensione.
I nipoti hanno trovato per lui un soprannome: “il Professore”, per l’aria seria e il modo composto di osservare l’ambiente.
Arturo non cerca attenzione in modo insistente, non modifica il suo comportamento per piacere. Mantiene un atteggiamento costante, discreto, ma sempre presente.
L’adozione, inizialmente considerata impegnativa, è diventata parte della quotidianità di Anna, segnata da gesti semplici, controlli veterinari regolari e una convivenza costruita giorno dopo giorno.
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