Pixel, il Chihuahua trovato con 9 fratture in una scatola da scarpe: la lenta lotta per sopravvivere

Un cucciolo di Chihuahua di quattro mesi è stato soccorso con nove fratture dopo essere stato trovato in un fosso dentro una scatola da scarpe.

Il ritrovamento di Pixel nel fosso

Quando è arrivato nella clinica veterinaria, Pixel era stato sistemato dentro una scatola da scarpe. Aveva appena quattro mesi e il suo corpo appariva devastato dalle ferite. Il piccolo Chihuahua era stato recuperato martedì 9 marzo alle 6:22, abbandonato in un fosso in condizioni considerate gravissime.

Secondo il racconto della veterinaria che lo ha preso in cura, il cane non emetteva alcun lamento nonostante il dolore evidente. “Pixel non urlava. È questo che mi ha spaventata di più”, viene raccontato nella testimonianza condivisa dopo il salvataggio.

Il cucciolo respirava con difficoltà e ogni movimento sembrava provocargli sofferenza. “La zampa anteriore restava piegata contro di lui, come se avesse imparato a proteggere ciò che poteva ancora esserlo”, viene ricordato nel racconto della professionista che era di turno quella sera.

Le 9 fratture scoperte durante la radiografia di Pixel

Alle 21:47 è stata avviata la radiografia che avrebbe mostrato la reale entità delle lesioni riportate dal cane. La veterinaria, con quattordici anni di esperienza alle spalle, si è trovata davanti a un quadro che lei stessa ha definito difficile da dimenticare.

“Nove fratture. Quattro vecchie. Cinque recenti”, viene spiegato nel racconto.

Per alcuni istanti la dottoressa è rimasta immobile davanti allo schermo prima di stampare le immagini diagnostiche. Dietro di lei, Pixel continuava a respirare nella gabbia riscaldata predisposta per stabilizzare le sue condizioni. “Il suo respiro era corto, fragile, come una piccola cosa da tenere tra due palmi”, viene descritto nella testimonianza.

Secondo quanto riferito, il cucciolo non era soltanto ferito ma sarebbe stato lasciato solo con il proprio dolore dopo le violenze subite.

La lenta ripresa del Chihuahua nella clinica veterinaria

Nei giorni successivi il personale della clinica ha seguito costantemente le condizioni del piccolo cane tra antidolorifici, flebo e controlli continui. Ogni minimo miglioramento veniva osservato con attenzione, mentre restava il timore di un peggioramento improvviso durante la notte.

“Lui combatteva senza fare rumore. Un sorso. Un minuscolo movimento della coda. Un orecchio che si rialzava quando pronunciavamo il suo nome”, viene raccontato nel ricordo di quei giorni.

Poi, una mattina, è arrivato il primo segnale concreto di ripresa. “Pixel ha mangiato da solo. Tre bocconi”, viene ricordato dalla veterinaria. Un momento accolto nel silenzio della sala visite da tutto il personale presente.

Le nove radiografie del cucciolo sono state successivamente appese in cerchio nella clinica veterinaria. “Perché nessuno dimenticasse. Non la violenza. La sua sopravvivenza”, conclude il racconto dedicato alla storia del piccolo Pixel.

Lascia un commento