I Cani e il loro mondo

“Posso dimenticare il tuo nome. Non il suo”: la lettera di una donna affetta da Alzheimer

Una donna affetta da Alzheimer precoce ha chiesto alla figlia di non separarla dalla sua cagnolina Praline, compagna quotidiana nella libreria di Reims.

La malattia e il legame tra la donna e Praline

La storia arriva da Reims, dove una donna di 61 anni continuava a gestire la propria libreria nonostante i primi effetti dell’Alzheimer precoce. Da 28 anni lavorava nello stesso negozio, ma con il passare del tempo la memoria aveva iniziato a diventare sempre più fragile.

Secondo il racconto della figlia, la donna dimenticava ordini, codici delle carte e talvolta perfino il nome di clienti conosciuti da decenni. Accanto a lei, però, c’era sempre Praline, una Cairn Terrier anziana e quasi cieca.

La cagnolina trascorreva le giornate vicino alla cassa o accanto alla poltrona della libreria, seguendo la proprietaria attraverso i suoni e la voce. “Seguiva mia madre al suono dei suoi passi, al fruscio della gonna”, viene raccontato nella testimonianza condivisa dopo la morte della donna.

Nonostante l’età avanzata e i problemi di salute di entrambe, il rapporto tra la proprietaria e Praline era diventato una presenza quotidiana fondamentale.

La lettera trovata nella scatola del tè

Preoccupata per la situazione, la figlia aveva iniziato a pensare all’ipotesi di affidare la cagnolina a un’altra famiglia. “Pensavo che fosse troppo. Una donna malata. Una cagna anziana. Due fragilità nella stessa casa”, viene raccontato nella testimonianza.

Secondo quanto riferito, la donna non avrebbe reagito con rabbia alla proposta. Il giorno successivo, però, la figlia trovò una lettera piegata in quattro all’interno della scatola del tè della cucina.

“Posso dimenticare il tuo nome. Non dimenticherò il suo. Lasciamela”, si leggeva nel messaggio scritto a mano con inchiostro blu.

Quelle parole avrebbero convinto la figlia a lasciare Praline accanto alla madre, rinunciando all’idea dell’affidamento.

Praline accanto alla proprietaria fino alla fine

Nei tre anni successivi, la Cairn Terrier avrebbe continuato ad accompagnare quotidianamente la donna nella libreria di Reims. Secondo il racconto della figlia, la cagnolina sembrava aiutare la proprietaria nei momenti di confusione e smarrimento.

“Quando mamma si perdeva in una frase, Praline appoggiava la testa contro la sua gamba, e qualcosa tornava”, viene ricordato nella testimonianza. “Non sempre il ricordo. Ma la calma”.

Dopo la morte della donna, la figlia ha raccontato di aver riletto la lettera nella cucina ormai vuota, mentre Praline dormiva sotto il tavolo vicino alla sedia abitualmente occupata dalla proprietaria.

“Oggi la lettera è nel mio portafoglio”, viene raccontato nella parte finale della storia. “La tengo con me per ricordarmi che l’amore non è sempre ciò che si semplifica”.

Francesco Antonicelli

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