Trovato dentro una scatola bagnata vicino ai rifiuti, il piccolo Milo ha lottato per sei giorni accudito notte e giorno dal suo soccorritore.
Il ritrovamento di Milo vicino a un cassonetto
Milo era stato trovato accanto a un cassonetto, abbandonato dentro una scatola bagnata. Il gattino era talmente piccolo da poter stare nel palmo di una mano e tremava avvolto in un asciugamano troppo grande per lui.
Chi lo ha soccorso ha deciso immediatamente di portarlo a casa per tentare di salvarlo. Da quel momento sono iniziate giornate scandite da cure continue, biberon e controlli costanti durante la notte.
Le condizioni del piccolo apparivano delicate fin dal primo momento, ma nonostante le difficoltà il gattino continuava a reagire alle attenzioni ricevute.
Le notti di cure e la speranza di salvarlo
Per diversi giorni il soccorritore si è preso cura di Milo senza interruzioni, alzandosi ogni due ore per nutrirlo e verificare che continuasse a respirare regolarmente.
Con il passare del tempo il gattino aveva iniziato a mostrare piccoli segnali incoraggianti. Il quinto giorno, secondo il racconto condiviso online, Milo reagiva con più energia durante le poppate e spingeva il biberon con la zampetta.
Quei miglioramenti avevano alimentato la speranza che potesse sopravvivere e crescere normalmente. Chi lo accudiva aveva già iniziato a immaginare la quotidianità insieme al piccolo gatto, tra giochi sparsi per casa e nuovi spazi da condividere.
L’addio a Milo e il messaggio contro l’abbandono
All’alba del sesto giorno, però, Milo si è addormentato tra le mani della persona che si era presa cura di lui e non si è più svegliato.
La storia del gattino è stata successivamente raccontata sui social network, dove ha raccolto migliaia di messaggi di vicinanza e riflessioni sul tema dell’abbandono degli animali appena nati.