I Cani e il loro mondo

Moka, il cane anziano, cieco e sordo rifiutato da otto famiglie trova finalmente una casa

Uno Shih Tzu di quattordici anni, cieco e sordo, è stato adottato dopo numerosi rifiuti. Il suo arrivo ha cambiato la vita della nuova proprietaria.

Moka ignorato al rifugio per la sua età

Nel box del rifugio, Moka rimaneva immobile nella sua cuccia con il muso rivolto verso il muro. A quattordici anni, lo Shih Tzu aveva perso completamente vista e udito. Il corpo appesantito dalle cure e dall’età rendeva ogni movimento lento e incerto.

“Otto famiglie sono venute prima di lei”, ha spiegato una volontaria alla donna arrivata quel giorno soltanto per consegnare alcuni asciugamani destinati agli animali ospitati nella struttura.

Dopo la morte del marito, quelle visite erano diventate un modo per occupare il tempo senza affrontare troppo il silenzio della casa vuota. L’idea di adottare un cane non era mai stata presa in considerazione. Ma la storia di Moka attirò immediatamente la sua attenzione.

Le persone interessate all’adozione chiedevano informazioni sul cane, sulla sua età e sulle sue condizioni di salute. Quando scoprivano che non vedeva più e che non sentiva alcun richiamo, decidevano di rinunciare.

L’incontro tra Moka e la sua nuova proprietaria

La donna si avvicinò lentamente alla cuccia senza parlare. Moka non avrebbe potuto sentirla né vedere i suoi movimenti. Posò quindi la mano vicino al suo cuscino, lasciando che fosse il cane a percepire la sua presenza.

Il piccolo Shih Tzu mosse il naso e girò lentamente la testa nella sua direzione. Con passo esitante si avvicinò fino a raggiungere il palmo della mano, fermandosi immobile per alcuni istanti.

“Come se volesse assicurarsi che quella mano non sarebbe scomparsa subito”, racconta la donna.

Quella stessa sera decise di portarlo a casa con sé. Una scelta maturata in poche ore ma che cambiò immediatamente la quotidianità di entrambi.

La nuova vita di Moka in una casa tornata viva

Le prime ore nella nuova abitazione non furono semplici. Durante la notte Moka urtò due volte contro il tavolo del soggiorno mentre cercava di orientarsi negli spazi sconosciuti. La proprietaria spostò le sedie e rimase seduta vicino alla sua cuccia nel silenzio della casa.

All’alba, il cane riuscì a raggiungerla seguendo soltanto l’odore e la presenza della donna. Un gesto semplice che segnò l’inizio del loro rapporto.

Oggi Moka vive stabilmente nella nuova casa, dove ha trovato un ambiente tranquillo e una persona pronta ad accompagnarlo nella vecchiaia. La sua storia evidenzia le difficoltà che spesso incontrano gli animali anziani nei rifugi, soprattutto quando convivono con problemi di salute legati all’età.

Francesco Antonicelli

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