I Cani e il loro mondo

Sentono grattare da un’auto: nel bagagliaio c’è una cagnolina allo stremo, il veterinario nega la restituzione alla proprietaria

Bottega, una bichon havanese, è stata trovata nel bagagliaio di un’auto a Milano: decisivo l’intervento di vigilanza, carabinieri e veterinario.

Un rumore debole, quasi coperto dai movimenti del parcheggio, ha permesso di scoprire Bottega ancora viva dentro il bagagliaio chiuso di un’auto. È accaduto a Milano, nell’area di sosta di un supermercato, dove una guardia di sicurezza ha avvertito alcuni graffi provenire da una vettura immatricolata in Belgio. La temperatura esterna era di 29 gradi e, secondo quanto ricostruito, la cagnolina sarebbe rimasta chiusa lì dentro per circa quattro ore.

L’addetto alla vigilanza, insospettito da quel suono soffocato, si è avvicinato alla carrozzeria e ha capito che all’interno del bagagliaio c’era un animale in difficoltà. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri. L’apertura dell’auto ha confermato la gravità della situazione: Bottega, una bichon havanese bianca, era stesa su un fianco, disidratata, con il respiro affaticato e gli occhi aperti.

Bottega salvata dopo ore nel bagagliaio

La cagnolina è stata trasferita d’urgenza in una clinica veterinaria, dove i medici sono riusciti a stabilizzarla. Le sue condizioni, al momento del recupero, erano considerate critiche: il caldo, la mancanza d’aria e il tempo trascorso nel bagagliaio avrebbero potuto avere conseguenze irreversibili.

Secondo il racconto dell’agente di sicurezza, la proprietaria sarebbe tornata solo in seguito, con alcune borse in mano, chiedendo di riprendere l’animale. La frase riportata è stata netta: «Riprendo la mia cagna.»

La richiesta, però, non è stata accolta. Sul tavolo della clinica era già presente il rapporto dei carabinieri, con la decisione formalizzata dopo la valutazione del veterinario d’urgenza. Nel documento compariva una frase decisiva: «Ritiro dell’animale — rifiuto di restituzione convalidato dal veterinario d’urgenza.»

Il rifiuto della restituzione e l’affido

Dopo il salvataggio, Bottega non è stata riconsegnata alla proprietaria. La cagnolina è stata prima affidata a una famiglia temporanea del posto e successivamente adottata. Una scelta presa alla luce delle condizioni in cui era stata trovata e del rischio concreto corso durante quelle ore.

L’episodio ha messo in evidenza il ruolo determinante dell’intervento tempestivo dell’addetto alla sicurezza, che non ha ignorato quel rumore proveniente dal bagagliaio. Senza la segnalazione e il successivo intervento dei carabinieri, la situazione avrebbe potuto avere un esito diverso.

Nel parcheggio, tutto era iniziato con un suono appena percettibile. Pochi secondi di attenzione hanno permesso di aprire l’auto, portare Bottega in clinica e impedire che tornasse nelle stesse condizioni da cui era stata appena salvata.

claudia de napoli

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