I Cani e il loro mondo

Shih Tzu separato dall’anziana padrona per il regolamento della RSA, entrambi smettono di mangiare

Risotto, Shih Tzu di 14 anni, è stato ammesso nella stanza della sua padrona dopo il peggioramento delle condizioni dell’anziana.

La domanda era sempre la stessa, ripetuta già nel corridoio della Casa di Riposo San Giuseppe di Firenze: “Risotto quando viene?”. La signora F., 82 anni, era arrivata nella struttura venerdì 17 aprile 2026, alle 14, con una diagnosi di demenza a corpi di Lewy ricevuta quattro mesi prima. Con sé aveva una piccola valigia, un cardigan piegato sulle ginocchia e l’assenza del suo cane, Risotto, uno Shih Tzu fulvo di 14 anni.

Il regolamento della RSA non prevedeva la presenza di cani all’interno della struttura. Per questo Risotto era rimasto nell’appartamento dell’anziana, accudito ogni giorno da una vicina. L’animale, ormai sordo e quasi cieco, veniva nutrito regolarmente, ma secondo quanto riferito dalla donna mangiava lentamente, sempre orientato verso la porta.

Risotto e la signora F., separati dal regolamento

Per oltre un mese la separazione è rimasta dentro i confini della procedura. Da una parte la signora F., nella camera assegnata in RSA. Dall’altra Risotto, nell’abitazione in cui aveva vissuto accanto alla sua padrona per anni. Una distanza breve sulla carta, ma pesante nelle conseguenze.

Con il passare dei giorni, le condizioni dell’anziana sono peggiorate. Al 39esimo giorno, la donna aveva smesso di parlare. Da quattro giorni rifiutava il cibo, restava con il capo rivolto verso la finestra e le mani strette sul lenzuolo. Il personale della struttura ha iniziato a leggere quel rifiuto non come un semplice problema alimentare, ma come il segnale di una sofferenza più profonda.

Nelle stesse ore, anche Risotto aveva smesso di mangiare. A raccontarlo è stata la vicina, arrivata in struttura con un calendario da cucina del 2026. Sulle pagine di aprile aveva segnato con un cerchio rosso ogni sera in cui il cane aveva accettato il cibo. Poi erano comparse quattro croci. Quattro giorni senza mangiare, gli stessi della signora F..

La deroga nella RSA di Firenze

Di fronte a quella coincidenza, il personale ha chiesto una deroga al regolamento interno. Non una concessione simbolica, ma una decisione legata alle condizioni dell’anziana e al rapporto costruito negli anni con il suo cane.

Quando Risotto è entrato nella camera 14, si è mosso lentamente, guidato più dall’olfatto che dalla vista. La signora F. ha girato la testa prima ancora che il cane arrivasse al letto. Poi ha pronunciato la prima frase dopo quattro giorni di silenzio: “Il mio vecchio ragazzo.”

Il cane si è avvicinato alla mano dell’anziana e ha appoggiato il muso contro di lei. Quella stessa sera, la donna ha accettato tre cucchiai di minestra. Un piccolo gesto, ma sufficiente a confermare al personale che la deroga non riguardava soltanto la presenza di un animale in reparto. Riguardava la continuità di un legame.

Da allora Risotto vive nella camera 14. Dorme ai piedi della poltrona della signora F., si muove poco, non sente i campanelli e vede appena. Ma riconosce ancora la persona che ha aspettato. Nel corridoio del reparto sono state incorniciate le pagine di aprile del calendario, con i segni lasciati dalla vicina: i giorni in cui il cane mangiava e quelli in cui, come la sua padrona, aveva smesso.

Emanuele Larocca

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