I Cani e il loro mondo

Zucchero salvato nei Quartieri Spagnoli: era chiuso in casa nel bagno da cinque giorni

Zucchero, Bichon Maltese trovato in un appartamento dei Quartieri Spagnoli, è stato soccorso e poi adottato dalla sua salvatrice.

La porta dell’appartamento è stata forzata mercoledì alle 13, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Dentro, tra stanze da controllare e voci concitate, c’era anche Zucchero, un Bichon Maltese bianco rimasto solo dopo la partenza della proprietaria. Da cinque giorni era chiuso in casa. Da tre, secondo quanto ricostruito, non mangiava più.

A trovarlo è stata una donna impegnata nella messa in sicurezza dell’abitazione. Dopo aver controllato soggiorno, corridoio e camera, è entrata in bagno. Il cane era sdraiato vicino al piede del lavabo, con il pelo sporco, gli occhi aperti e il corpo ormai privo di forze.

Zucchero trovato nel bagno dell’appartamento

Quando la donna si è avvicinata, Zucchero non ha abbaiato. Non ha provato ad alzarsi e non ha cercato di scappare. Ha seguito soltanto il movimento della mano con lo sguardo, mentre intorno continuavano a sentirsi passi, ordini e voci provenienti dalle altre stanze.

La soccorritrice si è accovacciata per non spaventarlo. In quel momento, nel bagno, il rumore dell’intervento è rimasto fuori. Il cane respirava a fatica e sembrava non avere più energie per reagire.

“Zucchero…”

Al richiamo del nome, un orecchio si è mosso appena. È stato il primo segnale. La donna lo ha preso in braccio e lo ha portato fuori dall’appartamento, sottraendolo a una situazione che avrebbe potuto peggiorare rapidamente.

L’adozione firmata la sera stessa

Quella stessa sera, alle 22, la donna ha firmato la scheda di adozione di Zucchero. Il cane, trovato fragile e immobile nel bagno, non è tornato nella casa dove era stato lasciato solo.

In caserma, nei giorni successivi, qualcuno ha preparato per lui un piccolo giubbotto antiproiettile in miniatura, di feltro blu scuro, cucito a mano e con uno stemma applicato. Per la prima settimana glielo hanno fatto indossare, più come gesto simbolico che per reale necessità.

Oggi quel giubbotto non lo porta più. È stato appeso su una bacheca, accanto a una foto scattata due anni dopo il salvataggio. Nell’immagine Zucchero appare con il pelo pulito e lo sguardo fermo, lontano dalle condizioni in cui era stato trovato.

Il ricordo di quel bagno resta legato al momento in cui la porta si è aperta e qualcuno ha scelto di abbassare la voce, avvicinarsi lentamente e uscire dall’appartamento con lui tra le braccia.

Lorenzo Costantino

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