I Cani e il loro mondo

Shih Tzu anziano lasciato davanti al canile con undici oggetti nel sacchetto

Pinolo, Shih Tzu anziano, è stato trovato davanti al Canile Muratella di Roma con una gabbia e i ricordi della sua vita.

Davanti al cancello del Canile Muratella di Roma, alle 9:12 del mattino, c’erano una gabbia e un sacchetto di carta. La struttura municipale di via della Magliana non aveva ancora aperto al pubblico quando un’operatrice ha trovato Pinolo, uno Shih Tzu fulvo e bianco, seduto immobile all’interno del trasportino.

Il cane, anziano, con il muso ormai grigio e lo sguardo stanco, non abbaiava. È rimasto fermo, come se aspettasse soltanto che qualcuno gli indicasse cosa fare. Accanto alla gabbia, un sacchetto di carta kraft conteneva oggetti personali sistemati con cura. Non c’erano solo accessori per animali, ma frammenti di una vita intera.

Pinolo trovato davanti al Canile Muratella di Roma

L’operatrice ha portato il sacchetto sul bancone dell’accoglienza e lo ha aperto. All’interno c’erano undici oggetti, disposti in ordine: una vecchia pallina di gommapiuma rosicchiata, un collare rosso scolorito, tre targhette identificative, un medaglione inciso con “Pinolo 2015”, due peluche cuciti a mano, una spazzola di legno con il manico tornito, un guinzaglio di cuoio e una fotografia analogica.

Nella foto compariva un uomo anziano con un cucciolo tra le braccia. Quel cucciolo era Pinolo, prima degli anni, prima del muso grigio, prima della gabbia lasciata all’esterno del canile.

Gli oggetti sono stati sistemati uno accanto all’altro sul bancone. Una fila ordinata, quasi una ricostruzione silenziosa della casa da cui il cane era stato allontanato.

Gli oggetti lasciati nel sacchetto

Quando Pinolo è stato avvicinato al bancone, si è mosso lentamente. Ha annusato prima il collare rosso, poi la fotografia. Il muso è rimasto a lungo vicino al volto dell’uomo ritratto nell’immagine. Le zampe tremavano appena, ma il cane è rimasto in piedi.

Per tre giorni, gli undici oggetti sono rimasti sul bancone dell’accoglienza. Nessuno li ha spostati. Erano il segno concreto di un abbandono diverso da tanti altri: non soltanto una gabbia davanti a un cancello, ma anche il tentativo di consegnare al rifugio tutto ciò che restava della storia di Pinolo.

Nel canile, quella mattina, il cane non è arrivato davvero da solo. Con lui c’erano anni di abitudini, mani che forse non potevano più occuparsi di lui, odori familiari ormai lontani e una fotografia capace di raccontare più di qualsiasi biglietto.

Per Pinolo, il sacchetto di carta non era un semplice insieme di oggetti. Era l’ultima traccia della vita che aveva conosciuto prima di ritrovarsi, anziano e disorientato, davanti al cancello del Canile Muratella di Roma.

claudia de napoli

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