Un esperimento dell’Università di Parigi ha mostrato che i piccioni possono ricordare le persone e distinguere chi li ha infastiditi.
Non sono animali distratti come spesso si pensa. I piccioni, presenti ogni giorno nelle piazze, sui tetti e lungo i marciapiedi delle città, possono osservare le persone, memorizzarne il volto e modificare il proprio comportamento in base alle esperienze vissute.
A mostrarlo è stato un esperimento condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Parigi, interessati a capire quanto fosse sviluppata la capacità di riconoscimento di questi uccelli. Lo studio ha preso in esame gruppi di piccioni abituati alla presenza umana, sottoponendoli per diverse settimane a una situazione controllata.
Durante l’esperimento, due persone si avvicinavano regolarmente agli stessi gruppi di piccioni. Una aveva un atteggiamento tranquillo e offriva cibo. L’altra, invece, li disturbava, costringendoli ad allontanarsi.
Con il passare dei giorni, gli uccelli hanno iniziato a reagire in modo diverso davanti alle due persone. Si avvicinavano con maggiore serenità a chi portava cibo, mentre tendevano a evitare chi li aveva infastiditi. Fino a questo punto, il comportamento poteva essere interpretato come una forma di abitudine legata alla ripetizione.
La parte più interessante è arrivata quando la persona associata all’esperienza negativa ha cambiato completamente abbigliamento. Nonostante i vestiti diversi, i piccioni hanno continuato a riconoscerla e a evitarla.
Il risultato ha suggerito ai ricercatori che gli animali non stavano semplicemente memorizzando colori, forme o dettagli esterni facilmente riconoscibili. La reazione è rimasta la stessa anche dopo il cambio di abiti, indicando una capacità più precisa: il riconoscimento del volto umano.
Si tratta di un aspetto significativo, perché mostra come i piccioni siano in grado di collegare una persona specifica a un’esperienza vissuta. Non reagiscono soltanto a un movimento o a un oggetto, ma sembrano conservare memoria di chi ha rappresentato una minaccia o un fastidio.
Questa capacità permette loro di orientarsi meglio in ambienti urbani complessi, dove il contatto con l’uomo è continuo e non sempre prevedibile.
I piccioni vengono spesso considerati animali comuni, quasi parte dello sfondo delle città. Eppure l’esperimento dell’Università di Parigi mostra un comportamento più articolato. Questi uccelli osservano, imparano e ricordano.
La loro presenza costante accanto alle persone li ha probabilmente portati a sviluppare strategie utili per distinguere chi può rappresentare un pericolo da chi, invece, non costituisce una minaccia. In questo senso, la memoria dei volti diventa uno strumento di sopravvivenza.
La prossima volta che un piccione si allontana da qualcuno con particolare rapidità, potrebbe non trattarsi di una reazione casuale. Potrebbe semplicemente ricordare.
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