La randagia, stremata e impaurita, è stata accolta dai volontari poco prima della nascita dei cuccioli. Ora cerca una famiglia.
Era rannicchiata contro un muro, esposta alla pioggia e al freddo, con il corpo contratto e lo sguardo vigile. A tradire la gravidanza era il ventre ormai evidente. La cagna, priva di microchip e senza un nome, è stata trovata sola e in condizioni di forte affaticamento.
Chi l’ha soccorsa ha capito subito che non c’era tempo da perdere. L’animale non ha opposto resistenza, non ha ringhiato e non ha tentato di fuggire. Si è lasciato avvicinare e trasferire in un luogo protetto, dove ha ricevuto cibo, una coperta asciutta e le prime cure.
I volontari hanno iniziato a chiamarla semplicemente “mamma”, in attesa di trovare per lei un nome definitivo.
La cagna incinta salvata dalla strada
Non è stato possibile ricostruire quanto tempo avesse trascorso all’aperto né capire se fosse stata abbandonata o fosse nata randagia. Le sue condizioni lasciavano però immaginare un periodo difficile, segnato dalla fame, dalle intemperie e dalla necessità di proteggere la gravidanza.
Nei primi giorni all’interno della struttura, la cagna è rimasta quasi immobile. Osservava ogni movimento e reagiva ai rumori con evidente diffidenza. Mangiava lentamente e tendeva a restare raccolta nella parte più riparata del box.
Con il passare delle ore, il comportamento ha iniziato a cambiare. L’animale ha accettato il contatto con le persone che si occupavano di lei, ha ripreso ad alimentarsi con maggiore regolarità e ha cominciato a dormire senza mantenersi costantemente in allerta.
La priorità era garantire un ambiente tranquillo e ridurre ogni fonte di stress in vista del parto.
La nascita dei cuccioli nel rifugio
Una mattina, sulla coperta sistemata per lei, i volontari hanno trovato i cuccioli appena nati. Erano piccoli, fragili e stretti al corpo della madre. Il parto si era concluso senza complicazioni evidenti e la cagna aveva iniziato immediatamente ad accudirli.
Da quel momento il suo atteggiamento è diventato ancora più protettivo. Risponde a ogni movimento dei piccoli, li tiene vicini, li pulisce e controlla con attenzione chiunque si avvicini.
Il comportamento materno appare deciso ma equilibrato. La cagna non mostra aggressività immotivata, ma mantiene una sorveglianza costante e cerca di tenere i cuccioli raccolti accanto a sé.
I volontari stanno monitorando la crescita della cucciolata e le condizioni della madre, che necessita ancora di recuperare peso e forze dopo il periodo trascorso in strada.
La ricerca di una famiglia per mamma e cuccioli
Oggi l’animale si trova al sicuro, riceve pasti regolari e segue i controlli necessari. La diffidenza iniziale non è scomparsa del tutto, ma il rapporto con chi la assiste sta cambiando giorno dopo giorno.
Durante le carezze tende ormai a rilassarsi e, nei momenti di quiete, lascia che le persone restino vicino ai cuccioli senza agitarsi. È un segnale importante in vista del percorso che dovrà affrontare quando i piccoli saranno abbastanza grandi da essere separati e adottati.
Anche per la madre sarà necessario trovare una sistemazione definitiva. Dopo lo svezzamento e le valutazioni veterinarie, potrà iniziare la ricerca di una famiglia disposta ad accoglierla.
Per ora continua a occuparsi della cucciolata nel luogo che le ha permesso di lasciare la strada. Non è più costretta a cercare riparo sotto la pioggia né a difendere da sola i piccoli che portava in grembo.


