I due cani, vissuti sempre insieme, hanno reagito con forte ansia alla separazione. Dopo poche ore sono stati riuniti e adottati dalla stessa famiglia.
Il tentativo di separarli è durato meno di una notte. Barnaby e Bastian, due cani di circa 36 chili ciascuno, avevano trascorso cinque anni nello stesso recinto senza essere mai divisi. Quando l’associazione decise di affidarli temporaneamente a due famiglie diverse, entrambi reagirono con segnali evidenti di sofferenza.
La prima famiglia accolse Barnaby, convinta che la distanza dal compagno potesse aiutarlo a diventare più autonomo. L’esperimento, però, mostrò subito l’effetto opposto.
«Avevamo provato ad accoglierne in stallo solo uno. Ci abbiamo provato davvero. Ma dopo appena venti minuti da quando Barnaby era arrivato a casa, aveva già rosicchiato un telaio di legno massello nel tentativo di tornare alla macchina.»
Barnaby e Bastian non erano mai stati separati
I due cani provenivano da un allevamento improvvisato in un giardino, dove erano stati tenuti insieme in uno spazio molto ridotto. Nonostante le condizioni difficili, avevano sviluppato un legame continuo.
Non erano mai stati portati separatamente dal veterinario, non avevano mai fatto una passeggiata senza l’altro e non avevano conosciuto periodi di lontananza.
Quando l’associazione organizzò gli stalli, Barnaby venne affidato a una famiglia, mentre Bastian fu portato in un’altra casa.
«È meglio così», dissero i responsabili. «Devono imparare a stare da soli.»
Nelle ore successive, però, Barnaby iniziò a camminare avanti e indietro per il soggiorno. Ansimava in modo continuo, sbavava e cercava una via d’uscita. Quando venne accompagnato nella stanza degli ospiti nel tentativo di tranquillizzarlo, cominciò a mordere il cartongesso vicino alla porta.
Il comportamento non appariva legato a disobbedienza o aggressività. Il cane stava manifestando una forte crisi d’ansia.
La stessa reazione nella seconda casa
La famiglia affidataria contattò la responsabile dell’associazione.
«Sta malissimo. È a pezzi.»
La risposta confermò che la separazione aveva avuto conseguenze simili anche su Bastian.
«Mi ha appena chiamata anche la famiglia che ha Bastian. Sta ululando così forte che i vicini hanno chiamato la polizia.»
A quel punto, proseguire con il progetto iniziale non aveva più senso. Alle undici di sera, la donna che ospitava Barnaby attraversò la città per andare a prendere anche Bastian.
Il cambiamento fu immediato.
Non appena il secondo cane entrò in casa, Barnaby smise di ansimare. I due si avvicinarono, si annusarono il muso e si leccarono. Poco dopo si lasciarono cadere sul pavimento e si addormentarono uno accanto all’altro.
Dallo stallo all’adozione definitiva
La mattina successiva, la decisione era già presa. La famiglia che avrebbe dovuto occuparsi soltanto di Barnaby scelse di adottare entrambi i cani.
La convivenza richiese spazio, organizzazione e nuove abitudini. Due animali di grandi dimensioni significavano più pelo in casa, meno posto sul divano e una gestione quotidiana più impegnativa.
La separazione, però, aveva dimostrato quanto il rapporto tra Barnaby e Bastian fosse radicato. Dopo cinque anni trascorsi sempre insieme, la presenza dell’uno rappresentava per l’altro un punto di riferimento indispensabile.
La famiglia affidataria rinunciò così al progetto iniziale di ospitare un solo cane e trasformò lo stallo in un’adozione definitiva.
«Quella notte ho fallito come famiglia affidataria. La mattina dopo li ho adottati entrambi.»
La conclusione del racconto riassume la scelta compiuta dopo averli visti soffrire lontani: «Certi legami non si possono spezzare. Smettetela di provarci.»



