La gatta randagia era diventata una presenza familiare per i bambini. Genitori e insegnanti hanno raccolto fondi per recuperarla e curarla.
Per otto mesi Mystère, una gatta randagia di cinque anni, ha vissuto sul tetto di una scuola materna di Nantes. I bambini l’avevano notata durante la ricreazione e avevano iniziato a lasciarle del cibo vicino al portico.
La sua presenza era diventata così abituale che, a giugno, la direttrice ha trovato ventisette disegni dedicati alla gatta negli zaini degli alunni.
La gatta scendeva talvolta fino alla grondaia, ma non raggiungeva mai il cortile. Restava in alto, pronta a fuggire al minimo movimento, osservando i bambini che giocavano sotto di lei.
Durante l’intervallo, alcuni alunni le portavano pezzetti di prosciutto, crocchette prese da casa e briciole. Il cibo veniva lasciato in punti riparati, nella speranza che Mystère si avvicinasse quando il cortile tornava vuoto.
La direttrice ha scoperto quanto fosse diventato importante quel legame osservando i disegni realizzati dai piccoli: in molti avevano raffigurato la gatta sul tetto, vicino alle finestre o sopra l’ingresso della scuola.
Dopo aver ricostruito la situazione, la responsabile dell’istituto ha deciso di non interrompere l’iniziativa dei bambini. Ha coinvolto genitori e insegnanti in una raccolta fondi destinata al recupero dell’animale, ai controlli veterinari e alle prime cure.
L’operazione non è stata immediata. Mystère era diffidente e non permetteva alle persone di avvicinarsi facilmente.
Il giorno del recupero, una volta avvolta in una coperta, la gatta tremava e teneva gli artigli aggrappati al tessuto. In quel momento una bambina l’ha riconosciuta e ha detto:
“È lei.”
Alla voce dell’alunna, Mystère ha sollevato la testa.
Dopo il salvataggio, la gatta è stata affidata a un’ATSEM, una collaboratrice della scuola materna che lavora quotidianamente accanto agli insegnanti e ai bambini.
Nella nuova casa Mystère ha trovato un ambiente stabile e protetto. Al mattino, però, si ferma spesso vicino alla finestra quando sente passare gli alunni diretti a scuola.
Il legame nato nel cortile è così proseguito anche dopo l’adozione. La gatta non vive più sul tetto dell’asilo, ma resta legata alle voci e alle persone che per mesi si erano prese cura di lei.
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