I Cani e il loro mondo

Spruzza diserbante oltre la recinzione, cane da salvataggio rischia la cecità

Il labrador è stato colpito mentre sorvegliava un’esercitazione subacquea. La vasca resterà chiusa sei mesi per la decontaminazione.

Stava continuando a controllare i sub immersi quando una nube di diserbante ha attraversato la recinzione della piscina municipale. Saumon, labrador nero addestrato al soccorso in acqua, non si è allontanato neppure quando il prodotto gli ha raggiunto il muso e gli occhi.

L’episodio è avvenuto giovedì, intorno alle 10.15, durante un’esercitazione organizzata dal club di immersione. In vasca c’erano quattro nuovi tesserati, tra cui un ragazzo di tredici anni impegnato in una prova di recupero sott’acqua.

Secondo la ricostruzione dell’istruttrice responsabile, il diserbante sarebbe stato spruzzato da un vicino verso la recinzione dell’impianto mentre il cane abbaiava. Quell’abbaio, però, non era casuale: faceva parte dei segnali appresi da Saumon per indicare la presenza di una persona ancora immersa o una possibile situazione di pericolo.

Saumon colpito durante l’esercitazione in piscina

Il cane nuotava in superficie con una pettorina arancione sulla quale era riportata la scritta “SAUMON — CANE-SALVAGENTE — CLUB DI IMMERSIONE MUNICIPALE”. Il suo compito era seguire gli spostamenti dei partecipanti e segnalare eventuali anomalie.

Durante l’esercizio, il labrador si fermava sopra gli apneisti e produceva un abbaio breve, previsto dall’addestramento. Proprio in quei minuti, dalla proprietà confinante sarebbe arrivata una sostanza dall’odore acre, poi finita nell’area della vasca.

L’istruttrice ha visto Saumon scuotere ripetutamente la testa e aumentare il movimento delle zampe. Nonostante l’irritazione, il cane ha continuato a mantenere la propria posizione e a seguire i corpi sotto la superficie.

La responsabile ha quindi disposto l’immediata risalita di tutti i sub. I partecipanti sono usciti dall’acqua con gli occhi arrossati e irritazioni cutanee. Il tredicenne, spaventato, tremava al punto da non riuscire a togliersi da solo le pinne.

Le ustioni chimiche e il rischio di cecità

Saumon è stato recuperato dalla vasca quando non riusciva più ad aprire gli occhi. Il muso era bagnato dalla sostanza e la pettorina presentava chiazze biancastre sulla cinghia, compatibili con un danneggiamento del tessuto.

L’istruttrice è entrata in acqua senza maschera e lo ha sollevato sotto il petto. Il cane, anche in quel momento, continuava a rivolgere la testa verso la vasca, come se volesse verificare che tutti fossero rientrati.

La donna gli ha detto: “Sono usciti, Saumon. Va bene. Puoi smettere.”

Trasportato in una struttura veterinaria d’urgenza, il labrador è stato sottoposto al lavaggio degli occhi e alle prime cure. Il responso medico ha indicato: “Ustioni chimiche al muso. Lesione di entrambe le cornee. Possibile cecità parziale bilaterale, da confermare tra sei settimane.”

Le conseguenze definitive potranno quindi essere valutate solo al termine del periodo di osservazione. Al momento il cane distingue con difficoltà gli spazi e si muove lentamente, cercando il contatto con la persona che lo assiste.

Piscina chiusa e denuncia alla gendarmeria

L’impianto municipale resterà chiuso per sei mesi, necessari per la decontaminazione della vasca e delle aree interessate. Le attività del club di immersione sono state sospese, comprese le lezioni rivolte ai bambini e i corsi dedicati agli adulti che intendono acquisire maggiore sicurezza in acqua.

La pettorina utilizzata da Saumon è stata inserita in una busta sigillata e conservata come prova. L’istruttrice ha presentato denuncia alla gendarmeria, allegando le analisi effettuate dal laboratorio dipartimentale e le testimonianze dei quattro sub presenti.

La donna ha riferito di aver formalizzato l’esposto senza alterazioni, spiegando: “Non perché io sia calma. Perché ho imparato a non tremare davanti a chi confonde il proprio fastidio con il diritto di ferire.”

Saumon si trova ora a casa con lei. La riduzione della vista lo costringe ad avanzare con il muso basso e a cercare un punto di riferimento prima di sdraiarsi. Continua però a reagire ai rumori provenienti dall’esterno, sollevando la testa quando qualcuno passa davanti alla finestra.

Emanuele Larocca

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