Bartonellosi nel cane, sintomi e cure: attenzione a pulci e possibili complicazioni

La bartonellosi può provocare disturbi anche seri nel cane. Diagnosi complessa, terapia antibiotica e controllo dei parassiti sono i punti centrali.

«Con la bartonella canina servono attenzione e cure rapide: oltre a colpire il cane, può essere trasmessa anche all’uomo. »

La bartonellosi è un’infezione provocata da batteri appartenenti al genere Bartonella e può interessare diverse specie animali, compreso il cane.

Sul possibile passaggio diretto dal cane all’uomo, tuttavia, è necessaria una precisazione: secondo le indicazioni aggiornate dei Centers for Disease Control and Prevention, i cani possono ospitare Bartonella henselae e altre specie del batterio, ma non è stato dimostrato che possano trasmettere B. henselae direttamente alle persone provocando l’infezione.

La prevenzione dei parassiti esterni resta comunque importante, anche perché diverse specie di Bartonella sono associate ad artropodi ematofagi.

Bartonellosi nel cane, quali sintomi possono comparire

Non tutti i cani infettati sviluppano necessariamente una malattia evidente e le manifestazioni possono essere molto differenti.

Tra i problemi associati alla bartonellosi sono stati descritti febbre, ingrossamento dei linfonodi e alterazioni che possono interessare diversi organi. Una delle complicazioni più rilevanti è l’endocardite, cioè un’infezione che coinvolge le strutture interne del cuore.

Proprio la varietà dei possibili quadri clinici rende difficile riconoscere la malattia basandosi esclusivamente sui sintomi.

Febbre, debolezza o altri disturbi persistenti devono quindi essere valutati dal veterinario, soprattutto quando il cane è stato esposto a pulci o ad altri parassiti e presenta condizioni generali non abituali.

Pulci e altri vettori, cosa sappiamo sul contagio

Le Bartonella sono batteri associati a diversi vettori. Le pulci rivestono un ruolo importante nella trasmissione di alcune specie, mentre per altri artropodi il quadro scientifico è più complesso.

In particolare, non è corretto presentare come definitivamente accertato il ruolo delle zecche nella trasmissione della bartonellosi canina: studi e revisioni scientifiche continuano a considerare non chiarita la loro effettiva capacità di trasmettere Bartonella in condizioni naturali.

Anche le mosche della sabbia sono vettori riconosciuti per determinate specie di Bartonella, ma questo non significa che ogni esposizione a questi insetti comporti automaticamente un rischio di bartonellosi per il cane.

La diagnosi richiede esami specifici

Arrivare alla diagnosi può essere complesso proprio perché i sintomi possono essere compatibili con numerose altre malattie.

Il veterinario valuta il quadro clinico e può ricorrere a esami del sangue e a test specifici destinati a individuare l’esposizione o la presenza del batterio. La sola presenza di anemia o alterazioni delle piastrine, invece, non permette di diagnosticare con certezza una bartonellosi.

La valutazione deve essere costruita mettendo insieme anamnesi, sintomi e risultati degli accertamenti.

Come viene curata la bartonellosi nel cane

Quando viene diagnosticata una forma clinica, il trattamento può comprendere antibiotici scelti dal veterinario in base alle condizioni del cane e alla manifestazione della malattia.

Non esiste quindi una terapia da iniziare autonomamente a casa. La gestione può richiedere periodi prolungati e deve essere monitorata, soprattutto quando sono coinvolti organi come il cuore.

La prevenzione rimane un elemento importante. In particolare, il controllo regolare delle pulci e degli altri ectoparassiti riduce l’esposizione del cane a numerosi agenti infettivi trasmessi da vettori.

In presenza di febbre persistente, debolezza o altri sintomi insoliti, la strada corretta resta quindi la visita veterinaria, evitando diagnosi fai da te e antibiotici somministrati senza prescrizione.

claudia de napoli

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