La rogna aveva devastato la sua pelle e le sue condizioni erano gravi. Un operatore del rifugio, però, ha rifiutato di arrendersi.
Lucky era arrivato al rifugio in condizioni molto difficili.
Tremava, aveva la pelle devastata dalla rogna e appariva fortemente debilitato. Le sue condizioni erano considerate così compromesse che il suo nome era finito nella lista per l’eutanasia.
John, uno degli operatori del rifugio, lo vedeva ogni giorno.
Quando è arrivata la decisione di sopprimerlo, però, non è riuscito ad accettarla. Ha scelto invece di portarlo a casa con sé e iniziare un percorso di cure.
Le prime settimane sono state pesanti.
Ci sono state numerose visite veterinarie, bagni all’avena, antibiotici e notti difficili. Ma poco alla volta sono arrivati i primi cambiamenti: uno scodinzolio, una leccata, poi una notte finalmente trascorsa senza grattarsi continuamente.
John lo ha chiamato Lucky.
Con il passare dei mesi il cane ha iniziato a trasformarsi. Il pelo è ricresciuto, il corpo ha recuperato forza e il suo comportamento è diventato sempre più sereno.
Oggi Lucky corre, gioca, dorme su coperte morbide e aspetta puntuale il momento della cena.
Il cane che era stato considerato troppo malato per continuare a vivere oggi ha una casa e una persona che ha scelto di non lasciarlo andare.


