Era rannicchiato in un angolo e sembrava non aspettarsi più nulla. Poi qualcuno ha deciso che sarebbe stato proprio lui a tornare a casa.
Quando è entrato nel box, il cane non si è nemmeno girato.
Era il più vecchio, il più malato e, secondo il racconto di chi lo ha adottato, anche il più dimenticato del rifugio. Se ne stava rannicchiato in un angolo, senza avvicinarsi e senza mostrare particolare curiosità per quella nuova visita.
Il volontario ha chiesto più volte se la scelta fosse davvero quella giusta: «Sei sicuro di volere proprio quello?».
La risposta non è cambiata: «Sì. Quello è il mio cane».
Quando la gabbia è stata aperta, altri tre cani si sono subito avvicinati. Lui, invece, è rimasto lì. La persona arrivata per adottare non ha avuto dubbi ed è andata direttamente verso il cane anziano.
Solo allora è arrivato uno sguardo diverso.
Il nuovo proprietario lo ha preso tra le braccia e gli ha parlato, spiegandogli che da quel momento la sua vita sarebbe cambiata. Poco dopo il cane si è addormentato sulle sue ginocchia.
Nessuna corsa, nessuna esplosione di entusiasmo. Il primo momento fuori da quella solitudine è stato molto più semplice: un cane anziano e malato, finalmente stretto tra le braccia della persona che aveva scelto proprio lui.
Il giorno prima viveva ancora nel rifugio. Ora ha una casa e qualcuno che ha deciso di prendersi cura di lui.


