Calmo, silenzioso e ignorato da molti, quel cane adulto continuava ad aspettare. Un giorno, finalmente, qualcuno ha scelto proprio lui.
Nel box restava quasi sempre nello stesso punto, con la schiena contro il muro e una vecchia pallina tra le zampe.
Era un cane adulto, tranquillo e poco appariscente. Non saltava contro la grata, non abbaiava per attirare l’attenzione. Quando qualcuno passava, sollevava appena la testa e osservava.
Molti continuavano oltre.
Secondo il racconto, era stato lasciato lì dopo che la sua famiglia se n’era andata. Da allora quella pallina era diventata il suo oggetto più prezioso. A volte la spingeva piano con il muso, poi tornava ad aspettare.
Un giorno, però, qualcuno si è fermato davvero.
La persona si è avvicinata lentamente. Il cane inizialmente è rimasto immobile, poi ha allungato una zampa e l’ha appoggiata sulla sua mano.
È bastato quel gesto.
Poco dopo sono stati firmati i documenti per l’adozione.
Quando la porta del box si è aperta, il cane è uscito lentamente. In macchina ha continuato a tenere la sua pallina stretta tra le zampe.
Oggi quella stessa pallina non resta più immobile sul pavimento di un rifugio.
Il cane corre in giardino, gioca e abbaia.
Dopo settimane passate ad aspettare qualcuno dietro una grata, finalmente non deve più chiedersi se qualcuno tornerà per lui.


