Il suo umano era via per lavoro. Il cane continuava però a sedersi nello stesso punto, aspettando il rumore che conosceva meglio.

Ogni mattina si siede in cima alle scale, con il muso rivolto verso la porta e le orecchie tese.

È diventata una piccola abitudine: aspettare i passi del suo umano e accoglierlo appena compare.

La settimana scorsa, però, quella routine si è interrotta.

L’uomo è partito per lavoro e ha affidato il cane a un vicino. Tutto sembrava sotto controllo, finché non è arrivato un racconto difficile da dimenticare.

Ogni sera, il cane tornava nello stesso punto.

Restava lì ad ascoltare, come se aspettasse da un momento all’altro il rumore della chiave nella porta o quei passi sulle scale che conosceva così bene.

Poi, oggi, finalmente il suono è arrivato davvero.

Appena la porta si è aperta, il cane si è lanciato verso il suo umano. Scodinzolava così forte da muovere tutto il corpo, guaiva e continuava a girargli intorno.

Poi ha appoggiato la testa contro il suo petto e non voleva più staccarsi.

Dopo una settimana trascorsa ad aspettare, il momento che cercava ogni sera era finalmente arrivato.

Questa volta, davanti a quella porta, non c’era più solo attesa.

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