I suoi occhi azzurri e il pelo scuro attiravano l’attenzione, ma per mesi nessuno aveva deciso di portarlo a casa.
Gato era al rifugio da mesi. Vedeva arrivare persone interessate ad adottare un gatto e, ogni volta, restava lì.
Il suo aspetto colpiva subito: occhi azzurri molto intensi e un pelo scuro sul muso che sembrava formare una maschera. Secondo il racconto di chi poi lo avrebbe adottato, alcuni visitatori lo consideravano “strano” o addirittura “pauroso”.
Poi un giorno qualcuno si è fermato davanti a lui con uno sguardo diverso.
La persona che lo avrebbe portato a casa ha allungato una mano. Gato non è scappato, ma è rimasto immobile a osservare. Poco dopo è arrivata la decisione di compilare i moduli per l’adozione.
«Sei sicuro? Non è come gli altri gatti», avrebbero chiesto dal rifugio. Ma la scelta ormai era stata fatta.
Nella nuova casa, però, Gato non si è trasformato immediatamente. All’inizio è rimasto prudente, attento a ogni movimento. Con il passare dei giorni ha cominciato ad avvicinarsi sempre di più: seguiva il suo nuovo umano nelle stanze e la sera si sistemava accanto a lui.
Poi è arrivato un gesto che ha segnato definitivamente quel cambiamento.
Una sera Gato è salito sulle sue ginocchia, ha appoggiato le zampe sul petto e ha avvicinato il muso al suo viso.
Il gatto che per mesi nessuno aveva scelto aveva finalmente trovato casa.


