Era magro, impolverato e diffidente. Non ha abbaiato né chiesto nulla: ha semplicemente iniziato a camminare accanto a loro.
Era una passeggiata serale come tante, lungo lo stesso percorso di sempre, quando da dietro un cespuglio è comparso un cane.
Era magro, impolverato e visibilmente insicuro. Non si è avvicinato in modo brusco e non ha abbaiato. Ha semplicemente iniziato a camminare accanto a quelle persone, mantenendo il loro passo.
All’inizio sembrava soltanto una presenza momentanea.
Poi il cane ha continuato a seguirli.
Durante il tragitto gli è stata offerta un po’ d’acqua e qualcuno gli ha avvicinato una mano. Lui si è lasciato andare a quel contatto e ha continuato a restare vicino.
Più la passeggiata andava avanti, più diventava difficile pensare che si trattasse soltanto di un incontro casuale.
Quando il percorso è terminato, il cane era ancora con loro.
A quel punto è arrivata la decisione di non lasciarlo nuovamente solo e di accoglierlo.
Per lui è stato scelto il nome Lucky.
Non perché fosse stato semplicemente trovato lungo la strada, ma perché, nel racconto di chi lo ha incontrato, sembrava essere stato proprio lui a scegliere quelle persone e a inserirsi nella loro passeggiata come se sapesse già dove voleva andare.
Quello che era iniziato con il rumore di alcune zampette dietro un cespuglio è diventato, in pochi minuti, l’inizio di una nuova vita.


