Raggomitolato e coperto di polvere, non scappa davanti alla mano di chi lo trova. Il racconto del soccorso arriva fino alla prima notte insieme.

Dietro un cassonetto c’era un gattino raggomitolato, coperto di polvere. Tremava. La persona che lo ha trovato si è avvicinata senza fare rumore e gli ha teso una mano, lentamente. Il piccolo non è scappato.

È questo il primo contatto descritto da chi lo ha soccorso: un animale esausto e affamato che resta dov’è mentre qualcuno cerca di avvicinarlo. Non vengono raccontati miagolii o tentativi di seguirlo. A richiamare l’attenzione sono le sue condizioni e quel corpo raccolto dietro il cassonetto.

Il passato del gattino non è noto. Il testo non permette di stabilire da quanto tempo fosse lì né come fosse finito in quel posto. La sua storia, nella testimonianza, comincia con il ritrovamento e con la decisione di portarlo a casa.

Tra quel primo incontro e l’aggiornamento serale passano poche ore. Chi scrive lo descrive ormai sazio, addormentato e tranquillo. Alla scena iniziale del piccolo che trema si sostituisce così quella del riposo nella nuova sistemazione.

«È la sua prima notte a casa», racconta la persona che lo ha accolto. Nelle stesse righe esprime l’intenzione di tenerlo con sé e di non lasciarlo più solo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *