All’inizio si avvicinava alla culla con cautela. Un giorno la madre ha trovato il gatto e il bambino addormentati fianco a fianco.

Quando il bambino è arrivato a casa, sua madre non sapeva come avrebbe reagito il gatto. Pensava che potesse tenersi a distanza o mostrarsi infastidito dalla nuova presenza. Nei primi giorni, invece, ha cominciato a notare piccoli gesti.

Il gatto si avvicinava alla culla per annusarla. Durante le poppate restava nei paraggi, a volte sotto il letto, senza interrompere quei momenti. La madre lo vedeva comparire e poi fermarsi a osservare. Era curioso, ma si muoveva con cautela.

Un giorno, entrando nella stanza, li ha trovati addormentati uno accanto all’altro. La zampa del gatto era posata sulla fronte del bambino; la piccola mano stringeva il suo pelo. La madre è rimasta ferma a guardarli, senza svegliarli.

Da allora racconta di averli visti spesso riposare vicini. Ha notato anche che il gatto si alza quando il bambino piange e si avvicina quando lo sente ridere. Quando il piccolo si addormenta, torna ad accoccolarsi accanto a lui.

È una vicinanza cresciuta attraverso gesti quotidiani, diversa dalla reazione che la madre aveva immaginato. L’ultima scena che descrive è sempre semplice: il bambino dorme e il gatto sceglie di sistemarsi al suo fianco.

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