Pesava appena due chili e rischiava l’eutanasia. Quel giorno, al rifugio, una veterinaria ha deciso di passare del tempo con lei.

Quando la veterinaria si è avvicinata al box, la cagnolina non voleva essere toccata. Ringhiava, si lanciava in avanti e mordeva la mano che le veniva offerta. Era arrivata al rifugio dopo che i proprietari l’avevano lasciata lì, sostenendo che non tollerasse persone, bambini o altri animali.

La piccola, appena due chili, aveva anche una malattia cardiaca e un tumore mammario. Secondo il racconto della veterinaria, dopo i tentativi di trovarle una famiglia, le sue condizioni di salute e il rischio di morso l’avevano portata nella lista per l’eutanasia.

Verso le nove del mattino, la veterinaria ha cominciato a parlarle davanti al box. È tornata più volte durante il turno. All’inizio ogni tentativo di avvicinarsi finiva con un morso; poi la cagnolina ha smesso di attaccare. Si è lasciata spostare nel cestino, si è seduta sulle ginocchia della donna mentre compilava i documenti e, qualche ora dopo, ha accettato una carezza.

Alle 15 ha messo le zampe intorno al collo della veterinaria e ha appoggiato la testa sulla sua spalla. Quel giorno è andata a casa con lei.

Oggi, racconta la donna, la cagnolina si lascia avvicinare dai suoi amici e sta bene anche con gli altri cani. Vive ancora con la veterinaria che l’ha portata via dal rifugio.

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