Chi ha vissuto con un cane riconosce il peso di certe abitudini solo quando vengono a mancare.

Apri la porta e lui è già lì. Si avvicina, ti gira intorno, cerca una carezza. È una scena ordinaria per chi vive con un cane, tanto abituale da passare quasi inosservata.

Ci sono poi i momenti in cui la giornata è andata male. Ti siedi e il cane viene vicino, si strofina contro di te o prova a salire in grembo. Non possiamo sapere che cosa comprenda del nostro stato d’animo. Sappiamo, però, quanto quella presenza possa contare per la persona che la riceve.

Il testo da cui nasce questa riflessione ricorda anche il cane che dorme ai piedi del letto e si alza quando sente un rumore. Sono piccoli episodi ripetuti nel tempo: il saluto al rientro, la vicinanza quando si è soli, un posto occupato ogni sera nella stessa stanza. Così un animale diventa parte della vita di casa.

Per questo il dolore alla sua perdita può sorprendere chi non ha mai condiviso quelle abitudini. Non riguarda soltanto il giorno dell’addio. Si fa sentire anche dopo, quando si apre la porta e non arriva nessuno, o quando lo spazio ai piedi del letto resta vuoto.

Sono gesti semplici, ma erano presenti ogni giorno. È anche questo che manca a chi piange il proprio cane.

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