Durante un’escursione, un piccolo miagolio interrompe la passeggiata. Il cane si sdraia accanto al micino e aspetta che sia lui ad avvicinarsi.

A una curva del sentiero, il cane si è fermato di colpo. Ha drizzato le orecchie, sollevato la testa e cominciato a gemere piano. La donna che passeggiava con lui lo ha guardato, sorpresa da quell’interruzione, poi ha sentito anche lei un miagolio debole.

Il cane si è avvicinato a un cespuglio. Tra le foglie umide c’era un gattino minuscolo, magro e sporco, che tremava. Alla donna è sembrato che avesse appena poche settimane.

Davanti al piccolo, il cane si è sdraiato lentamente, appoggiando una zampa al suo fianco. Il micino si è raggomitolato ancora di più. Il cane è rimasto lì, senza movimenti bruschi, continuando a emettere piccoli gemiti.

Poi il gattino ha mosso un passo verso di lui. Ne è seguito un altro, finché la distanza si è chiusa e il piccolo si è stretto contro il corpo del cane. La donna ha assistito a quell’avvicinamento e ha deciso di portare il micino a casa.

Già dalla prima sera, i due hanno continuato a stare vicini. Quando il gattino miagolava, il cane lo leccava delicatamente. In seguito sono arrivati anche i giochi, durante i quali il più grande si lasciava avvicinare e coinvolgere dal nuovo arrivato.

Quella vicinanza non è rimasta un episodio legato al ritrovamento. Oggi mangiano e dormono insieme, e quando uno si allontana l’altro lo cerca. Sul divano, il gatto si rannicchia ancora contro il cane che si era sdraiato davanti a lui tra le foglie del bosco.

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