La figlia della proprietaria racconta il sacrificio della pitbull: nove morsi durante l’attacco e la coda ancora in movimento negli ultimi istanti.

Negli ultimi momenti di vita, Ginger guardava la sua umana e continuava a scodinzolare. È questo il ricordo che la figlia della proprietaria conserva della pitbull dopo l’incontro con un cobra: la cagnolina ferita, lo sguardo rivolto alla persona con cui aveva condiviso la vita.

La ragazza racconta che Ginger era intervenuta per difendere lei e sua madre dal serpente. Durante l’attacco aveva riportato nove morsi. Le due donne si erano salvate, mentre per la cagnolina erano cominciati gli ultimi istanti accanto alla sua famiglia.

Nelle parole della figlia, il momento dello scontro lascia presto spazio a ciò che è venuto dopo. Il ricordo si concentra su Ginger che cerca con gli occhi la proprietaria e muove ancora la coda. È il particolare attraverso cui la ragazza sceglie di raccontare la perdita, tornando alla vicinanza tra sua madre e il cane.

Per la famiglia, Ginger era una presenza amata, e l’addio si intreccia alla gratitudine per il suo intervento. La dedica nasce dal desiderio di conservarne il nome insieme a ciò che, nella testimonianza della figlia, ha fatto per entrambe.

Il saluto è rivolto alla cagnolina che avevano conosciuto nella quotidianità e che hanno perso dopo quell’attacco. L’ultima immagine consegnata dalla ragazza resta quella di Ginger accanto alla sua umana: gli occhi su di lei, la coda ancora in movimento.

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