Il cucciolo tremava ed era solo. Preso in braccio, si è stretto contro la persona che lo ha soccorso e da allora le resta vicino.
Tico riusciva appena a reggersi sulle zampe. Era sul bordo della strada, solo e tremante, così piccolo che la persona che lo ha trovato lo descrive grande quanto una mano.
Il primo contatto è arrivato quando lo ha sollevato da terra. Una volta tra le braccia, il cucciolo si è stretto contro il suo corpo. È questo il particolare rimasto più impresso a chi si è fermato: la vicinanza cercata dal piccolo subito dopo essere stato raccolto.
Da quel giorno Tico è rimasto con la persona che lo ha soccorso. Il nome accompagna ora una quotidianità diversa, nella quale il cane continua a stare al suo fianco e può riposare accanto a qualcuno che si occupa di lui.
Non sono raccontati episodi precedenti al ritrovamento. Le condizioni in cui era stato incontrato — il tremore e la difficoltà a stare in piedi — appartengono invece a un ricordo preciso, che torna alla mente guardandolo dormire.
Oggi Tico riposa tranquillo. Chi lo ha accolto osserva quel sonno e lo mette a confronto con l’immagine del cucciolo fermo sul ciglio della strada. Alla preoccupazione del primo incontro si è aggiunto un affetto che descrive come grandissimo.
Il piccolo continua a cercare la stessa vicinanza cominciata tra le braccia, al momento del soccorso. Quando si addormenta, è ancora accanto alla persona che lo ha raccolto.
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