Restituito dopo un anno in famiglia, aveva perso peso e si era chiuso in sé stesso. Una nuova adozione gli ha regalato un’altra possibilità.
Capone era rimasto l’ultimo cane del rifugio. Mentre gli altri trovavano una famiglia, lui continuava ad aspettare, dopo aver già conosciuto cosa significasse avere una casa e poi perderla. Nel 2017 era stato adottato, ma appena un anno dopo era tornato al rifugio a causa di una lite con un altro cane della famiglia.
Il ritorno fu particolarmente difficile. Capone cominciò a rifiutare il cibo, perse molto peso e diventò sempre più silenzioso e distante. Il personale, preoccupato per le sue condizioni, cercò in ogni modo di aiutarlo a ritrovare un po’ di serenità.
Gli operatori gli dedicarono attenzioni, carezze e gesti affettuosi, provando anche a invogliarlo a mangiare con pasti caldi. Nonostante gli sforzi, però, il cane continuava a mostrarsi abbattuto. Le giornate trascorrevano al rifugio senza che arrivasse una nuova opportunità.
Poi qualcuno si presentò proprio per Capone. Non cercava un cucciolo, ma aveva deciso di offrire una casa a quel cane che era rimasto solo.
L’adozione segnò per lui un nuovo inizio. Una fotografia scattata poco dopo il suo arrivo nella nuova abitazione lo mostra sdraiato comodamente sul suo lettino. Sul muso ha un’espressione che sembra un sorriso, un’immagine ben diversa da quella del cane triste e dimagrito che aveva trascorso tanto tempo al rifugio.
Capone aveva finalmente un posto tutto suo dove riposare e una famiglia pronta ad accoglierlo.