Adottata nel 2012, aveva accompagnato la sua famiglia per anni. Il ricordo delle sue piccole abitudini rende ancora più dolorosa la perdita.
Primrose non è sopravvissuta alla notte. Dopo settimane difficili, la sua famiglia ha dovuto dirle addio, mettendo fine a un legame iniziato nel 2012, quando era stata adottata e aveva trovato una casa nella quale sarebbe rimasta per tanti anni.
Il suo nome era stato scelto pensando a Hunger Games, la saga che proprio in quel periodo stava conquistando popolarità. Da allora Primrose era diventata una presenza costante nella vita della persona che l’aveva accolta.
Aveva un’espressione sempre molto seria e un carattere tranquillo. Non era una gatta che chiedeva continuamente attenzioni o si lamentava. Chi ha condiviso la vita con lei la ricorda soprattutto per la pazienza, la fedeltà e la capacità di stare accanto senza pretendere nulla.
Come tanti gatti, aveva anche abitudini particolari. Amava l’odore della menta piperita e, nonostante avesse a disposizione diverse cucce e un tiragraffi, preferiva dormire nell’armadio, proprio accanto alle scarpe del suo umano.
Erano piccoli gesti quotidiani, diventati familiari nel corso degli anni e che adesso rendono ancora più evidente la sua assenza.
La persona che l’aveva adottata ha deciso di condividere pubblicamente il dolore per la perdita, raccontando quanto siano state difficili le ultime settimane e quanto sia complicato accettare che Primrose non ci sia più.
Nel ricordarla, torna soprattutto a quelle abitudini che la rendevano riconoscibile: il suo sguardo serio, il profumo di menta che tanto le piaceva e quell’angolo dell’armadio, vicino alle scarpe, dove sceglieva sempre di addormentarsi.