Dopo quasi un’intera vita trascorsa in un box, il cane era stato adottato e riportato indietro pochi giorni dopo per la sua età.

Per quasi sette anni il rifugio è stato l’unico luogo che abbia conosciuto. Un box, una cuccia rialzata, il pavimento di cemento e i rumori quotidiani della struttura hanno scandito gran parte della vita di un anziano Pittie rimasto a lungo senza una famiglia.

Le volontarie avevano continuato a cercare per lui una sistemazione. Appelli, incontri e tentativi di adozione si erano susseguiti nel tempo, nella speranza che qualcuno decidesse di fermarsi davanti al suo box.

L’attesa sembrava essersi conclusa quando una famiglia aveva scelto di portarlo via.

“Adesso vai finalmente a casa, tesoro.”

La permanenza nella nuova abitazione, però, era durata soltanto pochi giorni. Il cane era stato riportato nella struttura perché ritenuto troppo anziano, lento e poco incline a interagire.

Il Pittie anziano riportato nello stesso box

Il ritorno in rifugio aveva significato riprendere la vita di sempre. Lo stesso spazio, la stessa cuccia e la stessa routine che lo avevano accompagnato per anni.

Intorno a lui, intanto, molti degli altri animali continuavano a essere adottati. I cani più giovani lasciavano i box al guinzaglio insieme alle persone che li avevano scelti, mentre il Pittie rimaneva nella struttura.

Nei primi tempi seguiva con lo sguardo i movimenti nel corridoio. Osservava l’arrivo dei visitatori e sembrava ancora interessato a ciò che accadeva oltre la porta del suo recinto.

Con il passare dei mesi, però, il suo comportamento era cambiato.

Aveva iniziato a cercare sempre meno il contatto con le persone. Rimaneva per molte ore nell’angolo del box e raggiungeva lentamente il proprio lettino, dove trascorreva gran parte della giornata.

Le volontarie avevano notato il cambiamento

Chi si occupava quotidianamente di lui si era accorto della progressiva perdita di interesse verso ciò che lo circondava. Il cane appariva più stanco e meno reattivo rispetto al passato.

Non cercava più attenzioni con la stessa frequenza e aveva smesso quasi del tutto di osservare le persone che attraversavano il reparto.

Dopo anni trascorsi ad aspettare un’adozione, anche il breve tentativo di inserimento in famiglia si era concluso con un nuovo abbandono. Un ritorno che aveva riportato il cane nella condizione da cui sembrava essere finalmente uscito.

Le volontarie avevano continuato ad assisterlo, ma nessun’altra famiglia si era fatta avanti.

La morte dopo quasi sette anni di attesa

Una mattina il Pittie è stato trovato senza vita. È morto nel rifugio in cui aveva trascorso quasi tutta la sua esistenza, senza riuscire a trovare una sistemazione definitiva.

La sua storia riporta l’attenzione sulle difficoltà incontrate dagli animali anziani nelle strutture. L’età, la ridotta mobilità e la necessità di maggiori cure rendono spesso più complesso il percorso di adozione.

I cani più avanti negli anni restano frequentemente nei rifugi più a lungo rispetto agli esemplari giovani. In alcuni casi, l’attesa può proseguire per anni e terminare senza l’ingresso in una casa.

Per questo Pittie il box era diventato l’unico ambiente conosciuto. L’adozione, arrivata dopo molto tempo, era durata soltanto pochi giorni. Poi il ritorno, la lunga permanenza e infine la morte nello stesso luogo dal quale aveva atteso di uscire.

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