Il Bovaro del Bernese, infreddolito e incapace di proseguire, è stato soccorso da un addetto al controllo dei binari.

Alle 5.22 di mercoledì mattina, a circa quattro chilometri dalla stazione successiva, un agente SNCF addetto all’ispezione dei binari ha notato una sagoma scura tra l’erba alta e il pietrisco ferroviario. In un primo momento ha pensato a un telo trascinato dal vento. Poi quella massa ha sollevato lentamente la testa.

Era un Bovaro del Bernese di nove anni, bagnato fino al petto e con le zampe ricoperte di fango. Solo in seguito l’agente avrebbe saputo che il cane si chiamava Marius. In quel momento appariva soltanto come un animale anziano, esausto e incapace di proseguire.

Il cane si trovava lungo una linea ferroviaria dismessa. Non abbaiava e non tentava di avvicinarsi. Respirava rapidamente, mentre una delle zampe posteriori tremava in modo evidente.

Marius trovato tra l’erba e il ballast

L’uomo percorre ogni giorno circa 18 chilometri per verificare lo stato delle rotaie, delle traversine e delle infrastrutture. Svolge quel lavoro da ventidue anni ed è abituato a individuare guasti e anomalie lungo il tracciato.

Quella mattina, però, non c’era un elemento tecnico da segnalare. C’era un cane che non avrebbe dovuto trovarsi in quel luogo, lontano da abitazioni e punti di riparo.

Marius aveva il pelo impregnato di pioggia e terra. Il fianco si muoveva velocemente a ogni respiro e la stanchezza gli impediva anche di mantenere una posizione stabile.

L’agente si è avvicinato lentamente, evitando gesti improvvisi. Il Bovaro del Bernese ha abbassato la testa senza ringhiare né mostrare segnali di aggressività. Sembrava non avere più energie sufficienti per allontanarsi o reagire.

La giacca arancione usata come coperta

L’addetto SNCF si è tolto la giacca arancione ad alta visibilità e l’ha appoggiata sul corpo del cane. L’indumento utilizzato per rendere riconoscibili gli operatori lungo i binari è diventato una protezione contro l’umidità e il freddo del mattino.

Al contatto con la giacca, Marius ha chiuso gli occhi per alcuni istanti e vi ha appoggiato sopra il muso.

L’agente ha quindi richiesto l’intervento dei soccorsi e si è seduto accanto all’animale, restando nell’erba bagnata. Durante l’attesa ha continuato a parlargli con voce calma, senza cercare di spostarlo o costringerlo ad alzarsi.

Il cane non ha provato a fuggire nemmeno all’arrivo degli operatori. È rimasto appoggiato alla giacca fino al momento in cui è stato preso in carico.

Il soccorso lungo la linea ferroviaria

Le condizioni di Marius indicavano che aveva camminato a lungo prima di fermarsi nei pressi del tracciato. La debolezza, il tremore alla zampa posteriore e il respiro affannoso rendevano necessario un intervento rapido.

Non è stato chiarito come il Bovaro del Bernese sia arrivato in quel punto né per quanto tempo sia rimasto solo. Il ritrovamento è avvenuto grazie all’ispezione mattutina dell’agente, che ha riconosciuto la sagoma tra la vegetazione nonostante la scarsa luce.

Il soccorso non ha richiesto operazioni complesse. È bastato interrompere il controllo dei binari, avvicinarsi con cautela e attendere accanto al cane fino all’arrivo degli operatori.

Per Marius, quella giacca arancione è stata il primo riparo trovato dopo un percorso segnato dalla pioggia, dal fango e dalla stanchezza.

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