Claudio aveva perso il lavoro e non trovava strutture disposte ad accogliere anche il cane. Un’assistente sociale ha trovato una soluzione.
Quando Claudio ha perso il lavoro a marzo, per qualche mese è riuscito ancora a pagare l’affitto vendendo ciò che poteva. Dopo sei mesi, però, non ce l’ha fatta più.
Il problema non era soltanto trovare un posto dove dormire. Con lui c’era Birba, il suo cane, e le strutture a cui si era rivolto non accettavano animali.
Il dormitorio comunale non permetteva l’ingresso con cani. Lo stesso valeva per i centri di accoglienza contattati. Claudio ha scelto allora di restare con Birba e per undici settimane ha dormito in macchina.
Era una Punto del 2008, con il riscaldamento rotto.
Undici settimane in auto pur di non separarsi da Birba
La situazione è cambiata quando un’assistente sociale, Giulia, lo ha incontrato durante un controllo di routine.
Dopo aver ascoltato la sua storia, ha iniziato a cercare una struttura che potesse accogliere entrambi. Tre telefonate non sono bastate. Alla quarta, però, è arrivata una possibilità: il centro contattato accettava animali in casi eccezionali.
Per Claudio significava finalmente poter avere un posto letto senza dover rinunciare a Birba.
Da sei settimane i due dormono nella struttura. Il cane resta accanto a lui.
Giulia continua a passare a trovarli
L’assistente sociale non si è limitata a trovare una sistemazione. Dopo l’ingresso nel centro è tornata a far loro visita due volte.
Alla terza occasione ha portato con sé anche dei croccantini per Birba.
Non ricordava quale marca mangiasse, perché durante il primo incontro non aveva pensato di chiederlo.
Claudio, intanto, continua ad avere il suo posto letto. E Birba continua a dormire accanto a lui.


