La gatta viveva nei corridoi della metropolitana, nutrita dagli agenti. Una pendolare l’ha accolta quando è stato deciso di allontanarla.

Per tre anni Miette ha vissuto nei corridoi della linea 4 della metropolitana, trovando riparo vicino a una bocchetta d’aria calda e tra alcuni manifesti ormai scollati.

La gatta grigia era diventata una presenza abituale per il personale della stazione e per diversi pendolari. Gli agenti le lasciavano cibo lontano dagli sguardi: un avanzo di prosciutto, una bustina conservata in un armadietto o una ciotola sistemata dietro una porta tecnica.

Miette vive per tre anni nella metropolitana

Nonostante la familiarità con quel luogo, Miette manteneva una certa distanza dalle persone. Prima di avvicinarsi osservava a lungo, con la coda raccolta contro il corpo e gli occhi socchiusi.

La stazione era diventata il suo territorio. Conosceva i passaggi, i rumori dei convogli e gli angoli in cui ripararsi. Il flusso quotidiano dei passeggeri faceva ormai parte della sua routine.

La situazione è cambiata un lunedì mattina, quando è stato stabilito che la gatta non avrebbe più potuto restare nei locali della metropolitana.

La decisione di allontanarla dalla stazione

Quando il personale si è avvicinato per prenderla, Miette non è fuggita. Si è rannicchiata sotto una panchina, con il muso vicino al pavimento e le orecchie abbassate.

Una pendolare che la incontrava spesso durante il ritorno dal lavoro ha provato ad attirarla con la propria sciarpa. La gatta l’ha annusata a lungo, prima di poggiarvi sopra una zampa.

La donna ha accettato di portarla via dalla stazione, inizialmente soltanto in modo provvisorio.

La nuova casa e il rumore dei treni

Una volta arrivata nell’appartamento, Miette è rimasta nascosta dietro il divano per circa due ore. In seguito ha iniziato a esplorare il soggiorno, fermandosi infine accanto al termosifone.

Quella sistemazione temporanea si è trasformata nella sua nuova casa. Oggi la gatta dorme spesso nel cesto della biancheria pulita e non è più tornata nei corridoi della linea 4.

Quando il rumore della metropolitana arriva fino al palazzo, Miette solleva ancora la testa. Poi torna a osservare la donna che l’ha accolta e rimane nel suo nuovo rifugio.

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