Il setter gordon di 12 anni era in buone condizioni. La coppia sosteneva di non poterlo portare nel nuovo appartamento.
Era arrivato in clinica per essere sottoposto a eutanasia, ma non aveva una malattia terminale né dolori incontrollabili. Whisky, setter gordon di 12 anni, era stato visitato il giorno precedente e l’ecografia cardiaca non aveva evidenziato problemi.
La richiesta sarebbe stata presentata il 7 giugno alle 18 dalla coppia con cui il cane viveva. Il motivo non riguardava le sue condizioni di salute, ma l’imminente trasferimento in un appartamento di 40 metri quadrati.
A raccontare l’episodio è la veterinaria che ha rifiutato di praticare l’iniezione e ha disposto una soluzione alternativa per l’animale.
Whisky portato in clinica per l’eutanasia
Il cane è entrato nella sala visite con il muso ormai ingrigito, le orecchie nere e un’andatura rallentata dall’età. Non appariva spaventato e seguiva i proprietari senza tirare il guinzaglio.
La coppia avrebbe spiegato subito la ragione della richiesta:
“Non possiamo tenerlo.”
Poco dopo avrebbe aggiunto:
“Un cane grande non entra in 40 metri quadrati.”
La veterinaria ha ricordato ai presenti i risultati degli ultimi controlli. L’ecografia eseguita il 6 giugno era normale, il cuore funzionava regolarmente e Whisky continuava a mangiare. I problemi articolari legati all’età risultavano gestibili e non c’erano elementi clinici tali da giustificare l’eutanasia.
La proposta di pagare il doppio
Di fronte alle obiezioni, la coppia avrebbe proposto di versare una somma maggiore.
Secondo la testimonianza della professionista, i proprietari avrebbero offerto il doppio “perché ce ne occupassimo con discrezione”.
La veterinaria ha quindi interrotto la compilazione dei documenti e ha comunicato il proprio rifiuto. La discussione sarebbe proseguita con riferimenti al trasloco, al condominio e alle difficoltà di gestire un cane anziano nella nuova abitazione.
Durante il confronto, Whisky è rimasto seduto tra le persone presenti. Avrebbe cercato la mano dei proprietari con il muso, senza ricevere una carezza.
Il cane tenta di seguirli all’uscita
Quando la coppia ha lasciato la struttura, Whisky si è alzato per seguirla. Le zampe gli sono scivolate sulle piastrelle e il cane è rimasto a lungo a osservare la porta chiusa.
La veterinaria ha allegato l’ecografia cardiaca alla richiesta scritta di eutanasia, conservando insieme i due documenti: da una parte le condizioni cliniche dell’animale, dall’altra il motivo indicato per la soppressione.
Quella sera il setter non è stato riconsegnato ai precedenti proprietari. A occuparsi di lui è stata un’assistente della clinica, che lo ha accolto temporaneamente nella propria abitazione.
Whisky accolto dall’assistente veterinaria
Durante il viaggio in automobile, il cane è rimasto inizialmente in piedi e appariva disorientato. Successivamente ha appoggiato il muso contro lo schienale del sedile anteriore.
Una volta arrivato nella nuova casa, Whisky ha bevuto quasi tutta l’acqua lasciata nella ciotola e si è addormentato su un tappeto.
Nel racconto non sono indicati il luogo dell’accaduto, gli eventuali accordi formali per la cessione del cane né la sua sistemazione definitiva. La veterinaria riferisce però che l’animale è rimasto in vita e ha ricevuto assistenza dopo il rifiuto della richiesta.


