Mademoiselle, anziana Certosina, sarebbe stata affidata a un rifugio dopo quindici anni in famiglia. Undici giorni dopo è tornato il suo vecchio cuscino.

Quindici anni trascorsi nella stessa casa, poi il trasferimento in un rifugio. È la storia raccontata attraverso Mademoiselle, una gatta Certosina anziana che, secondo la testimonianza, sarebbe stata lasciata nella struttura perché ormai considerata troppo impegnativa da gestire.

«Portatela via», ha detto il mio umano alla signora con il camice bianco del rifugio, porgendole il mio trasportino. «Non è più molto pulita. Lascia peli dappertutto. Chiede troppe attenzioni per la sua età.»

Nel racconto, Mademoiselle ha 15 anni, vede meno bene e comincia ad avere qualche difficoltà nei movimenti. Una condizione legata all’età che avrebbe coinciso con la decisione di separarsene.

Mademoiselle lasciata al rifugio dopo quindici anni

La gatta avrebbe vissuto per tutta la sua vita accanto alla stessa donna, dormendo sul suo cuscino e condividendo con lei anche periodi personali difficili.

Il passaggio dalla casa al rifugio viene descritto attraverso particolari semplici: il trasportino, gli odori sconosciuti, i rumori delle porte e delle ciotole, l’assenza degli oggetti familiari.

Una volta arrivata nella struttura, Mademoiselle sarebbe rimasta soprattutto sul fondo del box, mangiando poco e reagendo debolmente all’ingresso dei volontari.

A mancarle, in particolare, sarebbe stato il vecchio cuscino sul quale aveva dormito per anni.

Nel racconto, quell’oggetto conservava l’odore della persona con cui aveva condiviso la casa e rappresentava uno dei pochi riferimenti ancora riconoscibili per l’animale.

Dopo undici giorni torna il vecchio cuscino

La situazione sarebbe cambiata undici giorni dopo.

Una volontaria avrebbe contattato la precedente proprietaria e, successivamente, la donna sarebbe tornata al rifugio portando con sé il cuscino.

La reazione della gatta viene descritta come immediata. Mademoiselle avrebbe riconosciuto l’odore prima ancora di vedere l’oggetto, si sarebbe alzata nonostante le zampe tremanti e avrebbe appoggiato il muso sul tessuto.

Quella sera avrebbe ricominciato anche a mangiare.

«Mademoiselle, sei ancora qui.»

È una delle frasi ricordate nel racconto, legata agli anni trascorsi insieme prima dell’arrivo al rifugio.

Oggi Mademoiselle viene descritta come una gatta molto anziana, più fragile rispetto al passato, ma ancora capace di cercare il contatto e di riconoscere le persone e gli odori familiari.

La frase con cui si chiude la testimonianza torna proprio sulla motivazione attribuita a chi l’avrebbe lasciata:

«Non sono diventata “un po’ troppo”.»

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