Octave, otto anni, avrebbe continuato ad aspettare davanti all’appartamento vuoto. La portinaia racconta di averlo poi portato vicino alla guardiola.

Undici giorni davanti alla stessa porta, dopo che gli inquilini del quarto piano avevano riconsegnato le chiavi e lasciato lo stabile.

È il racconto di una portinaia che lavora nel palazzo da 18 anni e che sostiene di aver trovato Octave, un gatto europeo di otto anni, ancora nel corridoio dopo la partenza delle persone con cui viveva.

« Agli inquilini del quarto piano a destra, che hanno restituito le chiavi sabato a mezzogiorno senza dirmi nulla, vorrei scrivere questo: Octave vi ha aspettati per 11 giorni.

Non 11 ore.

11 giorni. »

La donna conosceva già il gatto. Octave, grigio e bianco, scendeva occasionalmente fino alla guardiola e si muoveva nello stabile con familiarità.

Dopo il trasloco, però, lo avrebbe trovato seduto davanti alla porta dell’appartamento ormai vuoto.

Octave resta davanti alla porta e smette quasi di mangiare

In un primo momento la portinaia avrebbe pensato che qualcuno sarebbe tornato a prenderlo.

La sera, però, Octave era ancora lì. E lo stesso sarebbe accaduto il giorno successivo.

Secondo la testimonianza, il gatto non miagolava e rimaneva con il muso rivolto verso la porta. La donna avrebbe provato più volte a convincerlo a mangiare, portandogli una ciotola, tonno, paté e i croccantini che in passato cercava nella guardiola.

Il gatto avrebbe rifiutato quasi tutto.

Con il trascorrere dei giorni, la portinaia riferisce di averlo visto dimagrire e perdere progressivamente la normale lucentezza del pelo.

Nel corridoio erano rimasti anche due piccoli tappetini antiscivolo utilizzati dal gatto quando viveva nell’appartamento.

I vecchi tappetini portati vicino alla guardiola

La donna ha deciso di prendere quei tappetini e trasferirli al piano terra.

Octave l’avrebbe seguita lentamente lungo le scale, mantenendo inizialmente una certa distanza.

Arrivato davanti alla guardiola, avrebbe annusato a lungo i due tappetini e poi si sarebbe sdraiato sopra. Anche in quel momento, però, non avrebbe mangiato.

Per altri tre giorni la portinaia sarebbe rimasta accanto a lui durante le pause di lavoro, cercando di abituarlo gradualmente al nuovo spazio.

La donna racconta anche di aver riconosciuto in quell’attesa qualcosa di familiare: dopo la perdita del marito, anche per lei alcuni luoghi dello stabile erano diventati più vuoti.

L’undicesimo giorno sarebbe arrivato il primo cambiamento.

«Octave ha alzato la testa.

Ha guardato le scale.»

È l’ultimo passaggio della testimonianza: dopo giorni trascorsi rivolto verso la porta dell’appartamento, il gatto avrebbe finalmente distolto lo sguardo dal luogo in cui aveva continuato ad aspettare.

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