Era debolissimo e sottopeso, con una flebo nella zampa. Giorno dopo giorno ha ripreso a bere, camminare, mangiare e giocare.
Quando è arrivato in clinica non aveva quasi più la forza di miagolare. Respirava appena, sdraiato su una coperta bianca, con una piccola flebo applicata alla zampa.
Il gattino era stato trovato all’aperto, malato e abbandonato. Secondo il racconto, nessuno aveva voluto occuparsene prima che venisse affidato alle cure veterinarie.
Pesava pochissimo e le sue condizioni erano molto fragili. Nonostante questo, continuava a reagire.
Il gattino abbandonato ricoverato in clinica
Durante i primi giorni, ogni movimento richiedeva uno sforzo evidente. Il piccolo provava comunque ad alzarsi e cercava il contatto con chi gli stava vicino.
Quando riceveva una carezza, iniziava a fare le fusa, anche se debolmente.
Il recupero è stato lento e scandito da piccoli progressi. Nessun cambiamento improvviso, ma una successione di segnali che hanno mostrato un miglioramento graduale delle sue condizioni.
I primi passi verso la ripresa
Un giorno il gattino è riuscito a restare in piedi più a lungo. Poi ha iniziato a bere da solo e successivamente a camminare.
Per chi lo seguiva, si trattava di gesti semplici ma importanti, soprattutto considerando lo stato in cui era stato trovato.
Con il passare del tempo ha recuperato anche l’appetito e una maggiore vitalità.
Oggi mangia, gioca e fa le fusa
Le condizioni del gatto sono oggi migliorate rispetto al momento del ricovero.
Mangia, gioca e cerca nuovamente il contatto con le persone. Le fusa, inizialmente quasi impercettibili, sono diventate molto più forti.
La sua storia resta quella di un animale arrivato in clinica in condizioni difficili e che, attraverso cure, assistenza e tempo, è riuscito progressivamente a recuperare.


