Il cane, ritenuto malato e senza una sistemazione disponibile, rischia di essere soppresso. Per lui si cerca un intervento urgente.
Fino a poco tempo prima Boogie aveva una casa. Poi si è ritrovato in un rifugio della California, disteso sul pavimento di cemento e circondato da persone sconosciute.
Il cambiamento è stato improvviso. Nel box il cane appariva spento, poco reattivo e sempre più distante da ciò che accadeva intorno a lui.
Nel frattempo, per lui era arrivata una decisione molto più grave: il suo nome era stato inserito nella lista degli animali destinati all’eutanasia.
Boogie rischia l’eutanasia in rifugio
Secondo il racconto, lo staff temeva che il cane fosse malato e la struttura non disponeva più dello spazio necessario per tenerlo.
A Boogie sarebbero rimaste soltanto poche ore.
Il suo comportamento, però, non era aggressivo. Il cane restava vicino alle sbarre del box, cercando il contatto con chi si fermava davanti a lui.
Un cane spaesato dopo la perdita della casa
Non è chiaro per quale motivo Boogie sia finito in rifugio né quale fosse la sua storia precedente.
Quello che emerge è il forte spaesamento dopo il passaggio da una casa a una struttura sovraffollata.
Il cane appariva stanco e poco interessato a ciò che lo circondava, mentre continuava ad avvicinarsi alle persone in cerca di attenzione.
La corsa contro il tempo
Per Boogie la priorità è ora trovare una soluzione prima che venga eseguita la procedura prevista.
Un’adozione, un affido o l’intervento di un’associazione potrebbero consentirgli di lasciare il rifugio e ricevere gli accertamenti necessari per capire realmente le sue condizioni di salute.
Per il momento resta dietro quelle sbarre, in attesa che qualcuno si fermi.


