Erano soli, rannicchiati l’uno contro l’altro, senza la mamma e senza nessuno accanto. Poi quella scena ha iniziato a parlare da sola.

Erano cinque, tutti insieme, sul bordo di una strada. Piccoli corpi stretti l’uno all’altro, rannicchiati come per difendersi da ciò che avevano intorno. Non c’era la loro mamma, non c’era nessuno vicino a proteggerli. C’erano solo loro, uniti in quel modo istintivo che dice molto più di qualsiasi parola.

Tra i cinque, uno in particolare colpiva più degli altri. Nella foto alzava la testa, come se stesse vegliando sul gruppo. Gli altri restavano accanto a lui, quasi nascosti in quel mucchio fragile di pelo e paura.

Di loro si sa questo: erano stati abbandonati e si trovavano lì da soli, sul ciglio della strada. Nonostante tutto, però, non si erano separati. Si tenevano stretti, condividendo il poco che avevano in quel momento: il calore reciproco e quella vicinanza che sembrava l’unica difesa possibile.

La scena raccontava un’attesa silenziosa. Nessun gesto, nessun rumore, solo cinque cuccioli fermi, vicini, come se stessero aspettando che qualcuno finalmente li notasse.

A colpire più di tutto era proprio questo: non avevano nulla, eppure continuavano a restare insieme. Il più grande sembrava osservare ciò che accadeva intorno, mentre gli altri si affidavano a quella presenza accanto a loro.

Cinque cuccioli abbandonati, uniti sul bordo della strada, in attesa di una possibilità.

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