Nessuno si fermava davanti a lui. Poi una persona si avvicina, il gatto ascolta la sua voce e compie un gesto inatteso.

Era raggomitolato in un angolo del rifugio. Non poteva vedere chi passava davanti a lui, ma poteva sentirne i passi, le voci, la presenza.

Quel gatto era cieco da tempo e, secondo quanto raccontato da una volontaria, nessuno si era mai davvero fermato per conoscerlo.

«La gente vuole gatti perfetti», spiegò la donna.

Poi arrivò qualcuno disposto ad avvicinarsi.

Il gatto sollevò la testa appena percepì la presenza davanti a sé. Annusò l’aria, rimase immobile per qualche istante e infine allungò timidamente una zampa. Quel gesto bastò per far nascere la decisione di adottarlo.

I primi giorni nella nuova casa richiesero attenzione. Il gatto si muoveva lentamente, esplorando gli spazi attraverso rumori, odori e percorsi che, poco alla volta, imparò a riconoscere.

All’inizio capitava che incontrasse qualche ostacolo o si spaventasse davanti a un rumore improvviso. Con il tempo, però, ha memorizzato gli ambienti e oggi conosce ogni angolo della casa.

Raggiunge il suo umano, si rannicchia accanto a lui, fa le fusa e talvolta gli tocca il viso con una zampa.

Il gatto che al rifugio sembrava destinato ad aspettare ancora ha trovato una casa. La cecità è rimasta, ma adesso si muove negli spazi che conosce e sa sempre dove trovare la persona che lo ha adottato.

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